Porto Ercole

Porto Ercole

lunedì 28 agosto 2017

Sotto un manto di stelle

Metti una sera di fine Agosto quando cinque amiche si ritrovano a chiacchierare nella piazzetta di Forte Stella, a Porto Ercole, intorno ad un banchetto improvvisato e con un mano un calice di bollicine...lo splendido paesaggio intorno,il mare, il cielo azzurro, le scie delle barche, le invitano ai ricordi, ai progetti, alle risate e alla serenità, che solo uno scenario di tanta inconfutabile bellezza può suscitare...metti che le cinque amiche si mettano in cammino verso un altro meraviglioso scenario, quello del Forte La Rocca, dove di lì a poco inizierà un viaggio da Notredame a Parigi, da Broadway a New York, trascinate dalla incredibile voce di un cantante che non dimentica di fare loro rivivere la storia di tanti altri brani italiani della nostra vita...con le immagini che scorrono su uno schermo mosso dal vento, così che quasi sembra che Quasimodo, Esmeralda, Roxanne , insieme a Totò, Lucio Dalla, Modugno e a molti altri personaggi di musical e cantanti del passato, si mescolino con gli spettatori e li attirino a ballare e cantare con loro...metti che mentre un'amica si volga al futuro di un incontro romantico, le altre tornino verso casa e inebriate dalla serata appena trascorsa, si lascino andare al canto insieme alle voci trasmesse dalla radio, strette in macchina, ognuna  nei propri pensieri ma unite dalle stesse  emozioni. E' questa la vita, non c'è bisogno di chiedere altro.

lunedì 2 gennaio 2017

Le 10 cose da salvare anche per il 2017

Anno Nuovo. Si gettano alle spalle le cose del vecchio anno che non ci sono piaciute granchè e ci si appresta a viverne di nuove. Almeno 10 vorrei ritrovarle anche nel nuovo anno. Di seguito l'elenco. 

1) Giornate colorate. Di sorrisi, di voglia di vivere, di occhi luminosi
2) Amici pazzi  da frequentare. Per capirmi, per capirsi, per condividere esperienze e desideri
3) Un gatto. Nero possibilmente. E le sue fusa
4) L'aria fresca che apre i pensieri e fa scivolare via i dubbi.
5) Un nuovo amore. Con cui sciogliere ogni riserva.
6) Il viaggio dei sogni. Anche se ogni viaggio apre un sogno da ricordare
7) Le passeggiate sulla spiaggia, raccogliendo legni e guardando i tramonti rosso fuoco.
8) I risvegli leggeri. Quelli che ti fanno alzare le braccia al nuovo giorno e correre ad aprire la serranda per scoprire una splendida giornata di sole.
9) L'acqua del mare che mi avvolge la testa e mi fa scivolare in un mondo tutto mio e...come può mancare...
10) Il buon cibo tra risate e confidenze.

E chi mi ama, mi segua.

martedì 23 agosto 2016

Polpo al fuoco.

Stasera mi faccio un polpo. Sta già nell'acqua che bolle e bolle. Mentre gli toglievo gli occhi mi dispiaceva un pò che stava lì nel mio acquaio anzichè ancora libero abbarbicato allo scoglio nel suo mare. Ma tant'è, il destino è destino....è finito nella rete e io l'ho comprato e adesso sta cuocendo nella mia cucina. Stavo però riflettendo che lui non ha potuto scegliere. Non sapeva esistessero reti e uomini pronti a catturarlo. Il suo mondo era circoscritto tra alghe e sassi. La sua vita semplice scorreva tra la caccia al cibo e una bella nuotata. Se avesse saputo probabilmente sarebbe fuggito lontano da quella cosa a rete fitta o avrebbe visto i suoi simili rimanerci impigliati e avrebbe usato ogni tipo di strategia per non fare la stessa fine. Ma non sapeva. Noi umani si...noi sappiamo.  Abbiamo anche  visto più e più volte cadere gli altri in reti che non ci piacciono o ci fanno paura. E come ci comportiamo noi? Invece di fuggire il più lontano possibile, come sarebbe intelligente e logico, il più delle volte ci facciamo intrappolare. Non sarà una rete come le altre, pensiamo. La nostra è diversa, più buona, noi non saremo così stupidi da cadere negli stessi errori che hanno fatto gli altri. Sapremo cavarcela. Allora per quale motivo dopo ci facciamo tante domande - Se avessi saputo...io non credevo che..pensavo fosse diverso...-Le reti non sono tutte uguali, è vero. Anche noi siamo diversi nel tempo e nello spazio ogni volta che una rete potrebbe catturarci. Eppure...eppure la storia si ripete.La mia conclusione? Il polpo è quasi cotto. Dopo lo farò raffreddare nella sua acqua perchè si mantenga morbido. Lo gusterò senza pensare ai suoi occhi. E probabilmente cadrò nella prossima rete. Nonostante tutto.

mercoledì 18 maggio 2016

Rosa rosae rosae rosam rosa rosa

Non danno tregua. Sono i venditori di rose.Prendi il bicchiere per bere e arrivano mettendoti una rosa sotto il naso. proprio a toccarlo il naso. Al tuo - No grazie-e, dopo una serie improbabili di scuse- Non siamo una coppia- E' già passato il tuo collega-Le rose mi fanno starnutire-Mi piacciono le rose gialle e tu le hai solo rosse- Ebbastaaaa!!!- Di nuovo -Grazie no, non prendo nulla-Siamo una coppia ma ci stiamo lasciando- Siamo una coppia ma sposati da venti anni- Siamo una coppia ma abbiamo rispettivi amanti- Siamo una coppia gay, non sappiamo chi dei due deve regalare la rosa all'altro-, finalmente se ne vanno. La loro presenza resta nei discorsi successivi. - Ma secondo voi riescono a vendere qualche rosa? E dove le prendono? E a chi devono dare i soldi? E dove dormono, e di dove sono, è pieno di extracomunitari ambulanti che andassero a lavorà, ecc ecc, Nel momento delle domande esaurite, ecco che ne arriva un altro. Ricomincia la solita solfa. Adesso, quando sei a cena al ristorante e non arrivano, ti chiedi se non sei nel posto sbagliato e dovrai mangiare male...Una sera ho incontrato un amico nella strada sotto casa. La città deserta, eravamo solo noi due. No, mi sbaglio, eravamo noi due e un venditore di rose in bicicletta che ha sfrecciato proprio davanti a noi appena ci ha visto, gridando:-Rosa???- e inchiodando speranzoso subito dopo. Sarà stato il buio, sarà stata la strada deserta, sarà che un venditore di rose in bicicletta e perdipiù  fuori da un locale pubblico non l'avevamo mai visto, siamo rimasti senza parole. Solo dopo un po' e sempre alla presenza dell'ambulante,  il mio amico mi guarda con aria interrogativa e poi mi fa con un filo di voce:- Ma non ti chiami Carla?  
 

domenica 10 gennaio 2016

Ordine!

Stavo guardando la mia nuova casa. Ogni elemento dell' arredamento al suo posto, come lo avevo immaginato. Eppure ogni tanto mi ritrovo a spostare gli oggetti. Piccoli cambiamenti, che sul momento mi soddisfano. Poi riguardo il tutto e torno a mettere ogni cosa nel posto della sua prima volta. Questi movimenti, alla fine inutili dispendio di energia, credo siano il segnale della svolta. Dopo un lungo periodo segnato da importanti cambiamenti nella vita affettiva, in quella sociale ed economica, probabilmente in questa fase di assestamento e di " posa",  è come se mi mancasse qualcosa. Non riconosco la mia mente, per anni ad interrogarsi sul futuro, sulle azioni da intraprendere, sull' instabilità,. La mia mente non ha mai veramente conosciuto la calma della strada in pianura. La mia mente non conosce le coordinate di una vita senza ostacoli. La sta annusando, la tocca sfiorandol a,  quasi temi di disturbarl a.  Ogni oggetto spostato è il tentativo di riconoscermi nel disordine che mi ha sempre caratterizzato. Gli oggetti di questa casa devono visualizzare un ordine non ancora interiorizzato. Un amico è impazzito nell' accontentare il mio desiderio che i quadri che  attaccava al muro, seguissero  la stessa linea e ritmo. Aspetto l' inevitabile scombussolamento di percorso con rassegnazione.  Ma anche con gli angoli della  bocca pronti al sorriso. Per riappropriarmi di quella che ero. Che non voglio perdere ancora.

lunedì 9 novembre 2015

Occhi

Gli occhi specchio dell' anima. E' vera questa frase che sentiamo ripetere spesso?  Sono certa che gli occhi qualcosa rivelano. La scienza ci dice che le pupille si dilatano se osserviamo qualcosa che ci piace o ci terrorizza. Oppure si restringono, quando siamo concentrati o dubbiosi. So che i miei occhi cambiano espressione a seconda che mi trovi di fronte ad una persona che mi piace o al contrario, che mi è indifferente.  Ma non è solo questione di modifica del taglio. Sento che i miei occhi cambiano secondo quello che voglio esprimere. Spesso mi sono ritrovata a cercare di non mostrare particolare interesse, sforzandomi di non cambiare espressione. Di non far capire che la persona che mi sta di fronte mi suscita ancora emozioni. Il mio tentativo di rimanere con gli occhi freddi lo rivela soprattutto il mio modo di parlare in quel momento.  In genere sono una persona vivace ed allegra, modo di essere che esprimo anche attraverso il tono di voce e con il sorriso. Ma quando i miei occhi devono restare in espressivi,  sento che il tono della mia voce diventa cupo, privo di tonalità,  monocorde. Come se attraverso la voce, non dovessero materializzarsi anche i miei veri pensieri e con quelli i miei veri occhi, con la languidezza e la malinconia che solo gli occhi sanno esprimere. Poi, una volta sola, cedo. E sento i miei occhi ripercorrere il momento in cui avrei voluto abbandonarmi al cuore. 

giovedì 22 ottobre 2015

La bicicletta.

Sono soltanto oggetti gli oggetti?  Possiamo davvero considerare senza vita tutti gli oggetti che  ci circondano? E come mai a volte siamo così affezionati ad un oggetto al punto di disperarci se lo perdiamo o si rompe? Perché non tutti gli oggetti che entrano nella sfera della nostra esistenza sono uguali. Ad alcuni l' anima gliela diamo noi. Quante volte ho sentito chiamare per nome un' automobile o ricorrere ad espressioni vezzeggiative nei confronti di un vecchio maglione, un amuleto, un cuscino... sono questi gli oggetti che ci ricordano momenti importanti della nostra vita o a cui attribuiamo poteri speciali a cui affidarci se vogliamo una buona sorte. Ci sono infine oggetti che diventano parte del nostro modo di essere. La bicicletta,  per esempio. Le biciclette che ho avuto negli anni hanno segnato il periodi della mia esistenza in modo significativo. Quando, da ragazzina, respiravo l' aria profumata di pitosfero, in quelle assolate giornate d' estate, sfrecciando sulla mia Graziella di colore bianco, gridando la mia gioia di vivere insieme alle canzoni di Baglioni, mi sentivo invincibile!  O quando finalmente ho comprato la bicicletta dei miei sogni, rossa, con le ruote grandi, ero nel periodo in cui le mie gambe servivano a poco e salire sulla mia " piccola" significava ritrovare il gusto del movimento. Quando poi me l' hanno rubata, progressivamente se ne sono andate anche le mie energie, insieme alle forze Sicché, adesso che sto affrontando grandi cambiamenti logistici e personali, avevo affidato questa svolta ad una bicicletta vecchia, di poco valore, ma che appena ho visto con il suo coprisellino a fiorellini colorati, ho sentito subito mia! Un colpo di fulmine per un oggetto di cui andavo già orgogliosa perché mi avrebbe permesso di segnare una nuova conquista del mio cammino. L' ho sentita Mia per questo e non  per il valore monetario irrisorio con cui ne sono entrata in possesso. Ma tant'è,  quando non si conosce bene una persona o non la si vuole conoscere fino in fondo,  si commettono azioni superficiali  e non si pensa alle conseguenze di queste azioni. Quella che sentivo MiA, una volta utilizzata impropriamente da altri, ha perso tutto il valore che le avevo attribuito, ha perso l' anima e così è diventato un mero oggetto senza significato.  Utile solo per spostarsi da una parte all' altra...non credo che ora, salendo ci, ritroverò la gioia e la spensieratezza che le biciclette mi hanno sempre  dato.