Porto Ercole

Porto Ercole

domenica 28 ottobre 2018

Piove.

La mia energia varia a seconda della posizione che occupa la mia mente nel campo di forza conservativo che contraddistingue le varie fasi della mia vita. In una giornata come questa, in cui la pioggia batte violentemente sui vetri, dubito che la mia energia possa ricaricarsi a tal punto da spingermi ad affrontare i pensieri che spingono per uscire dallo stato di torpore in cui li ho reclusi da un po' di tempo. A volte riacquistano lucidità, schiaffeggiandomi con una verità privata delle emozioni, altre volte li guardo rivelarsi nelle fattezze di qualcosa di semplice apparenza e mi rassereno, sapendo che la mente è bugiarda, subdola, tentatrice. So che i miei pensieri si formano nell'immaginario di ciò che spesso non esiste nella realtà ma credo  alle loro lusinghe e lascio che la forza ceda il passo, per un momento, ad un tendenzioso e pericoloso disfattismo.  
Dura poco. Il tempo di una telefonata, di un invito a pranzo, dell'aspettativa di gioiose risate, di condivisione di confidenze amicali ...mi riconosco nuovamente nella vitalità che mi contraddistingue, asciugo i vetri e guardo le nuvole aprirsi su uno specchio di cielo.   

giovedì 25 ottobre 2018

Lame

Con estrema cautela cammino sul filo del rasoio. Il mio incedere precario, mi porta a sbandare per un attimo, per poi ritrovare la forza dell'equilibrio. È nella mente che non cede lo smarrimento dell'indecisione sottile, del dubbio oppressivo, dei pensieri sormontati da domande scomode non pronunciate. Vorrei urlare il non detto, il taciuto grigio, le parole soffocate dalla paura di non essere compresa. Se la lama si tramutasse in lana, il filo sottile del limbo potrebbe spezzarsi...lo lascerei andare, per vederlo sciogliersi in una linea continua, lineare, dipanata nel chiaro biancore della verità molesta e appagante insieme.    

giovedì 1 marzo 2018

Seduzione in chat.

 
 I tempi del corteggiamento si sono drasticamente accorciati. Meglio, si sono accartocciati  su se stessi fino a scomparire. E' il tempo della chat. Dopo il primo approccio classico del tipo - Ciao piacere, sono Pinco Pallino  - dovrebbe seguire la tua risposta - Ciao piacere sono Pinco Pallina-  Invece stai ancora là a scrivere - Ciao pi... - che il seduttore chattale ti ha già preceduta con una sfilza di frasi, che lo fanno sentire taaanto   sicuro della tua capitolazione  ai suoi piedi, praticamente fulminata dalla sua dote di moderno  e perfetto seduttore . In ordine. - Come sei bella. Che sorriso stupendo. Mi sento già innamorato di te. ( Se ha paura di correre troppo, la modera con un plastico - Sento che potrei innamorarmi di te ). Vorrei essere là con te adesso ( Là dove,  che non mi hai dato il tempo di dirti dove sono ubicata, testolina! ) Sei un tesoro ( Tesoro lo dici a tua sorella! ) Che dolce che sei ( Ho un blog che si chiama La Rabbiosa, ne sei davvero sicuro? ). Se poi la giornata è uggiosa, ecco il campionario di fraseggio coccoloso. - Che bello sarebbe in una giornata così, starsene vicini vicini sotto un morbido piumone. Ti darei tanti bacetti sul collo. Che bello starsene sul divano davanti alla tv con te vicina. Sentire le tue morbide curve sotto il plaid. Io e te! Io e te, la mano nella mano, parlar del più e del meno...( Emh no, scusate, questo è Vasco ).   Guardi l'orologio e ti accorgi che dal primo messaggio a quest'ultimo sono passati tre minuti tre. E mentre lui sta chattando ormai perso nel suo  monologo visionario,  ti perdi anche tu nel ricordo del corteggiamento vero, quello antico, arcaico ormai...quello dei primi incontri, dei suoni delle parole, misurate, gentili e  curiose di sapere chi sei, degli occhi che sfuggono e ritornano a guardarti con quella luce, delle risate, delle mani che si sfiorano per caso, delle passeggiate ricche dei racconti della tua storia e della sua, delle ore che scorrono senza accorgersene, finchè la luce dei lampioni riporta alla realtà. Poi mi sveglio e leggo l'ultima frase del Pinco Pallino di turno - Senti la stessa voglia che sento io? Incontriamoci non posso resistere per molto...Ehhh i poteri della chat!

lunedì 28 agosto 2017

Sotto un manto di stelle

Metti una sera di fine Agosto quando cinque amiche si ritrovano a chiacchierare nella piazzetta di Forte Stella, a Porto Ercole, intorno ad un banchetto improvvisato e con un mano un calice di bollicine...lo splendido paesaggio intorno,il mare, il cielo azzurro, le scie delle barche, le invitano ai ricordi, ai progetti, alle risate e alla serenità, che solo uno scenario di tanta inconfutabile bellezza può suscitare...metti che le cinque amiche si mettano in cammino verso un altro meraviglioso scenario, quello del Forte La Rocca, dove di lì a poco inizierà un viaggio da Notredame a Parigi, da Broadway a New York, trascinate dalla incredibile voce di un cantante che non dimentica di fare loro rivivere la storia di tanti altri brani italiani della nostra vita...con le immagini che scorrono su uno schermo mosso dal vento, così che quasi sembra che Quasimodo, Esmeralda, Roxanne , insieme a Totò, Lucio Dalla, Modugno e a molti altri personaggi di musical e cantanti del passato, si mescolino con gli spettatori e li attirino a ballare e cantare con loro...metti che mentre un'amica si volga al futuro di un incontro romantico, le altre tornino verso casa e inebriate dalla serata appena trascorsa, si lascino andare al canto insieme alle voci trasmesse dalla radio, strette in macchina, ognuna  nei propri pensieri ma unite dalle stesse  emozioni. E' questa la vita, non c'è bisogno di chiedere altro.

lunedì 2 gennaio 2017

Le 10 cose da salvare anche per il 2017

Anno Nuovo. Si gettano alle spalle le cose del vecchio anno che non ci sono piaciute granchè e ci si appresta a viverne di nuove. Almeno 10 vorrei ritrovarle anche nel nuovo anno. Di seguito l'elenco. 

1) Giornate colorate. Di sorrisi, di voglia di vivere, di occhi luminosi
2) Amici pazzi  da frequentare. Per capirmi, per capirsi, per condividere esperienze e desideri
3) Un gatto. Nero possibilmente. E le sue fusa
4) L'aria fresca che apre i pensieri e fa scivolare via i dubbi.
5) Un nuovo amore. Con cui sciogliere ogni riserva.
6) Il viaggio dei sogni. Anche se ogni viaggio apre un sogno da ricordare
7) Le passeggiate sulla spiaggia, raccogliendo legni e guardando i tramonti rosso fuoco.
8) I risvegli leggeri. Quelli che ti fanno alzare le braccia al nuovo giorno e correre ad aprire la serranda per scoprire una splendida giornata di sole.
9) L'acqua del mare che mi avvolge la testa e mi fa scivolare in un mondo tutto mio e...come può mancare...
10) Il buon cibo tra risate e confidenze.

E chi mi ama, mi segua.

martedì 23 agosto 2016

Polpo al fuoco.

Stasera mi faccio un polpo. Sta già nell'acqua che bolle e bolle. Mentre gli toglievo gli occhi mi dispiaceva un pò che stava lì nel mio acquaio anzichè ancora libero abbarbicato allo scoglio nel suo mare. Ma tant'è, il destino è destino....è finito nella rete e io l'ho comprato e adesso sta cuocendo nella mia cucina. Stavo però riflettendo che lui non ha potuto scegliere. Non sapeva esistessero reti e uomini pronti a catturarlo. Il suo mondo era circoscritto tra alghe e sassi. La sua vita semplice scorreva tra la caccia al cibo e una bella nuotata. Se avesse saputo probabilmente sarebbe fuggito lontano da quella cosa a rete fitta o avrebbe visto i suoi simili rimanerci impigliati e avrebbe usato ogni tipo di strategia per non fare la stessa fine. Ma non sapeva. Noi umani si...noi sappiamo.  Abbiamo anche  visto più e più volte cadere gli altri in reti che non ci piacciono o ci fanno paura. E come ci comportiamo noi? Invece di fuggire il più lontano possibile, come sarebbe intelligente e logico, il più delle volte ci facciamo intrappolare. Non sarà una rete come le altre, pensiamo. La nostra è diversa, più buona, noi non saremo così stupidi da cadere negli stessi errori che hanno fatto gli altri. Sapremo cavarcela. Allora per quale motivo dopo ci facciamo tante domande - Se avessi saputo...io non credevo che..pensavo fosse diverso...-Le reti non sono tutte uguali, è vero. Anche noi siamo diversi nel tempo e nello spazio ogni volta che una rete potrebbe catturarci. Eppure...eppure la storia si ripete.La mia conclusione? Il polpo è quasi cotto. Dopo lo farò raffreddare nella sua acqua perchè si mantenga morbido. Lo gusterò senza pensare ai suoi occhi. E probabilmente cadrò nella prossima rete. Nonostante tutto.

mercoledì 18 maggio 2016

Rosa rosae rosae rosam rosa rosa

Non danno tregua. Sono i venditori di rose.Prendi il bicchiere per bere e arrivano mettendoti una rosa sotto il naso. proprio a toccarlo il naso. Al tuo - No grazie-e, dopo una serie improbabili di scuse- Non siamo una coppia- E' già passato il tuo collega-Le rose mi fanno starnutire-Mi piacciono le rose gialle e tu le hai solo rosse- Ebbastaaaa!!!- Di nuovo -Grazie no, non prendo nulla-Siamo una coppia ma ci stiamo lasciando- Siamo una coppia ma sposati da venti anni- Siamo una coppia ma abbiamo rispettivi amanti- Siamo una coppia gay, non sappiamo chi dei due deve regalare la rosa all'altro-, finalmente se ne vanno. La loro presenza resta nei discorsi successivi. - Ma secondo voi riescono a vendere qualche rosa? E dove le prendono? E a chi devono dare i soldi? E dove dormono, e di dove sono, è pieno di extracomunitari ambulanti che andassero a lavorà, ecc ecc, Nel momento delle domande esaurite, ecco che ne arriva un altro. Ricomincia la solita solfa. Adesso, quando sei a cena al ristorante e non arrivano, ti chiedi se non sei nel posto sbagliato e dovrai mangiare male...Una sera ho incontrato un amico nella strada sotto casa. La città deserta, eravamo solo noi due. No, mi sbaglio, eravamo noi due e un venditore di rose in bicicletta che ha sfrecciato proprio davanti a noi appena ci ha visto, gridando:-Rosa???- e inchiodando speranzoso subito dopo. Sarà stato il buio, sarà stata la strada deserta, sarà che un venditore di rose in bicicletta e perdipiù  fuori da un locale pubblico non l'avevamo mai visto, siamo rimasti senza parole. Solo dopo un po' e sempre alla presenza dell'ambulante,  il mio amico mi guarda con aria interrogativa e poi mi fa con un filo di voce:- Ma non ti chiami Carla?  
 

domenica 10 gennaio 2016

Ordine!

Stavo guardando la mia nuova casa. Ogni elemento dell' arredamento al suo posto, come lo avevo immaginato. Eppure ogni tanto mi ritrovo a spostare gli oggetti. Piccoli cambiamenti, che sul momento mi soddisfano. Poi riguardo il tutto e torno a mettere ogni cosa nel posto della sua prima volta. Questi movimenti, alla fine inutili dispendio di energia, credo siano il segnale della svolta. Dopo un lungo periodo segnato da importanti cambiamenti nella vita affettiva, in quella sociale ed economica, probabilmente in questa fase di assestamento e di " posa",  è come se mi mancasse qualcosa. Non riconosco la mia mente, per anni ad interrogarsi sul futuro, sulle azioni da intraprendere, sull' instabilità,. La mia mente non ha mai veramente conosciuto la calma della strada in pianura. La mia mente non conosce le coordinate di una vita senza ostacoli. La sta annusando, la tocca sfiorandol a,  quasi temi di disturbarl a.  Ogni oggetto spostato è il tentativo di riconoscermi nel disordine che mi ha sempre caratterizzato. Gli oggetti di questa casa devono visualizzare un ordine non ancora interiorizzato. Un amico è impazzito nell' accontentare il mio desiderio che i quadri che  attaccava al muro, seguissero  la stessa linea e ritmo. Aspetto l' inevitabile scombussolamento di percorso con rassegnazione.  Ma anche con gli angoli della  bocca pronti al sorriso. Per riappropriarmi di quella che ero. Che non voglio perdere ancora.

lunedì 9 novembre 2015

Occhi

Gli occhi specchio dell' anima. E' vera questa frase che sentiamo ripetere spesso?  Sono certa che gli occhi qualcosa rivelano. La scienza ci dice che le pupille si dilatano se osserviamo qualcosa che ci piace o ci terrorizza. Oppure si restringono, quando siamo concentrati o dubbiosi. So che i miei occhi cambiano espressione a seconda che mi trovi di fronte ad una persona che mi piace o al contrario, che mi è indifferente.  Ma non è solo questione di modifica del taglio. Sento che i miei occhi cambiano secondo quello che voglio esprimere. Spesso mi sono ritrovata a cercare di non mostrare particolare interesse, sforzandomi di non cambiare espressione. Di non far capire che la persona che mi sta di fronte mi suscita ancora emozioni. Il mio tentativo di rimanere con gli occhi freddi lo rivela soprattutto il mio modo di parlare in quel momento.  In genere sono una persona vivace ed allegra, modo di essere che esprimo anche attraverso il tono di voce e con il sorriso. Ma quando i miei occhi devono restare in espressivi,  sento che il tono della mia voce diventa cupo, privo di tonalità,  monocorde. Come se attraverso la voce, non dovessero materializzarsi anche i miei veri pensieri e con quelli i miei veri occhi, con la languidezza e la malinconia che solo gli occhi sanno esprimere. Poi, una volta sola, cedo. E sento i miei occhi ripercorrere il momento in cui avrei voluto abbandonarmi al cuore. 

giovedì 22 ottobre 2015

La bicicletta.

Sono soltanto oggetti gli oggetti?  Possiamo davvero considerare senza vita tutti gli oggetti che  ci circondano? E come mai a volte siamo così affezionati ad un oggetto al punto di disperarci se lo perdiamo o si rompe? Perché non tutti gli oggetti che entrano nella sfera della nostra esistenza sono uguali. Ad alcuni l' anima gliela diamo noi. Quante volte ho sentito chiamare per nome un' automobile o ricorrere ad espressioni vezzeggiative nei confronti di un vecchio maglione, un amuleto, un cuscino... sono questi gli oggetti che ci ricordano momenti importanti della nostra vita o a cui attribuiamo poteri speciali a cui affidarci se vogliamo una buona sorte. Ci sono infine oggetti che diventano parte del nostro modo di essere. La bicicletta,  per esempio. Le biciclette che ho avuto negli anni hanno segnato il periodi della mia esistenza in modo significativo. Quando, da ragazzina, respiravo l' aria profumata di pitosfero, in quelle assolate giornate d' estate, sfrecciando sulla mia Graziella di colore bianco, gridando la mia gioia di vivere insieme alle canzoni di Baglioni, mi sentivo invincibile!  O quando finalmente ho comprato la bicicletta dei miei sogni, rossa, con le ruote grandi, ero nel periodo in cui le mie gambe servivano a poco e salire sulla mia " piccola" significava ritrovare il gusto del movimento. Quando poi me l' hanno rubata, progressivamente se ne sono andate anche le mie energie, insieme alle forze Sicché, adesso che sto affrontando grandi cambiamenti logistici e personali, avevo affidato questa svolta ad una bicicletta vecchia, di poco valore, ma che appena ho visto con il suo coprisellino a fiorellini colorati, ho sentito subito mia! Un colpo di fulmine per un oggetto di cui andavo già orgogliosa perché mi avrebbe permesso di segnare una nuova conquista del mio cammino. L' ho sentita Mia per questo e non  per il valore monetario irrisorio con cui ne sono entrata in possesso. Ma tant'è,  quando non si conosce bene una persona o non la si vuole conoscere fino in fondo,  si commettono azioni superficiali  e non si pensa alle conseguenze di queste azioni. Quella che sentivo MiA, una volta utilizzata impropriamente da altri, ha perso tutto il valore che le avevo attribuito, ha perso l' anima e così è diventato un mero oggetto senza significato.  Utile solo per spostarsi da una parte all' altra...non credo che ora, salendo ci, ritroverò la gioia e la spensieratezza che le biciclette mi hanno sempre  dato.

lunedì 19 ottobre 2015

Vuoto.

Che cosa è il  vuoto lo avverto adesso. Le stanze rimbombano di vuoto. Sentivi la pallina rotolare sul pavimento e si colmava il vuoto.  Sentivi il caldo soffice ronfare vicino o la zampette sui capelli nel tentativo di svegliarti e si colmava il vuoto . Se un piccolo animale possiede il potere di colmare i vuoti della vita, pensi, cosa potrebbe fare un persona.  Dipende. Ci sono  persone che colmano i vuoti anche senza fare nulla.  Le vedi, prendi un bel respiro e ti senti invadere dalla pienezza del loro essere. Ti sorridono e già sei contenta. Se ti parlano avvertì che continuando a parlare con loro, la tua vita  potrebbe prendere una piega inaspettata,  inusuale ma sempre ricca e appagante. Le  ho conosciute persone così è sono rare e sono preziose. Poi ci sono gli altri. Per quanto puoi frequentarli cercando di strappare loro una parte di quello che sono per tappare un pezzetto del tuo cuore, senti che è troppo piccola e puoi anche cercare di tirarla per tentare di coprirlo alla meno peggio, quel cuore vuoto, ma il più delle volte si strappa e non ti resta altro di coprirti con le tue braccia per evitare che vada perduto. Perché la parte di quello che danno di loro te la devi sudare e poi, quando finalmente ti è concesso di scoprirla, vedi che contiene ben poco per te e per la tua vita. Chi è pieno da dare si spende. Chi è arido, accumula per se stesso e per quanto ci credi che ti stai sbagliando, lo senti dal vuoto in cui ti ritrovi non appena ti allontani dal loro egoismo. Gli animali sono diversi. Non ci sono categorie.  Tutti danno quello che possono darti rispetto alla loro natura e basta uno sguardo per capire che ti amano. E poi  succede che ti lasciano, ma il vuoto che resta è colmo dell' amore e della gioia che ti hanno donato incondizionatamente. E se pure per un po ' resta dentro di te, sai che quel vuoto, con il tempo, si colmera' della loro essenza .

martedì 1 settembre 2015

Comincia settembre

Più che dicembre,  è settembre il mese che, secondo me, apre un nuovo anno. Lo chiamo il mese dei " ricomincio". O meglio del ri_ nnovato cominciare. Questo anno mi attendono svariate cose da cominciare.  La nuova casa e con lei una nuova vita, una città in cui farmi spazio, un paese da cui togliere le radici secche. E anche non cose: persone da cominciare a conoscere, altre da dimenticare; persone con le quali sarà bello cominciare a ridere ed altre che mi lascerò alle spalle senza che abbia più la volontà di voltarmi. Ce ne sono state in  passato e ce ne saranno anche in questo. Questo settembre però,  rispetto ai passati, è diverso per la consapevolezza con cui affrontero' il difficile compito di non farmi scalfire dalle picconate delle vicissitudini. La consapevolezza che quello che cerco è così chiaro e semplice da non potermi distrarre con chimere di salti nel buio e promesse di eterna felicità. Un pizzico di sorprese, la sensazione di essere accolta con piacere dagli amici, le gioie della famiglia e, perché no, la  sensazione di un sentimento ricambiato. Quella che ti fa alzare gli angoli della bocca e stringere gli occhi per il ricordo recente del benessere che ti ha regalato. Non è troppo? No, è appena iniziato un nuovo settembre, ho un intero anno che mi attende.

mercoledì 22 luglio 2015

Uno sguardo su Portorico.

Sono a Portorico da poco più di dieci giorni. Sarebbe pretenzioso pensare di conoscere un paese e il suo popolo dopo così poco tempo.  Ma già se ne  possono percepire l' atmosfera, se  ne possono cogliere le  emozioni che trasmette e avvertirne  le sensazioni a pelle. Posso affermare senza ombra di dubbio che relativamente a questi ultimi aspetti, il popolo portoricano trasuda di sabor, di allegria, di gioia di vivere. Quella gioia di vivere che ti accompagna con i ritmi della salsa in ogni ora del giorno e della notte. Per strada, nei locali, nei negozi, sulla spiaggia. Quando in Italia gli appassionati della salsa affermano che hanno fatto di questa  musica " Il loro stile di vita" non credo che si rendano conto del vero significato di questa espressione.  Per i portoricani la salsa non è uno stile che puoi o non puoi indossare. È il loro modo di essere. E' il sorriso che ti rivolgono quando li incroci per strada. E' il calore con cui ti salutano, anche se non ti conoscono. E' la curiosa abitudine di portarsi in spalla le seggioline pieghevoli, in occasione delle numerose feste patronali, che richiamano centinaia di persone nelle piazze. È nel modo di giocare dei bambini sulla spiaggia, che senza secchiello e palette, si divertono comunque, correndo verso il mare e tuffandosi nelle onde senza paura o costruendo grandi castelli di sabbia.È nella gentilezza di farti attraversare la strada, dandoti la precedenza con pazienza. È nel modo conviviale di mangiare, sempre con la musica di sottofondo e la cerveza pronta sul tavolo . È nel loro modo di ballare, semplice e nello stesso tempo armonioso. È nel rispetto per la bellezza della natura,  per il decoro con cui mantengono la vecchia San Juan, una delle più belle città fra quelle che ho visitato. Insomma,  la salsa qui rispecchia pienamente una vita che i portoricani godono pienamente, con la sinestesia di tutti i sensi e varrebbe la pena, qualche volta, abbandonarsi alla leggerezza del loro vivere.

venerdì 10 luglio 2015

Partenza.

 Sono arrivata al punto che la voglia di fare cose era di gran lunga inferiore ai ricordi delle cose fatte. Stavo rischiando di rimanere sepolta dai ricordi. Vecchi. Vecchi ricordi intendo. Perché invece quelli di ieri, di due giorni fa, diciamo pure di un mese fa, sono ricordi ancora stimolanti, quelli che ti fanno venire voglia di riprovarci subito. Quelli vecchi soffocano, ti letargizzano, a volte anestetizzano. Così parto. All' avventura, in un posto lontano. :- Potevi andare più semplicemente, che ne so, in una bella e ridente cittadina di montagna, visto che al mare ci abiti? O ad un concerto nostrano, un cinematografo all' aperto, lo scialle sulle spalle e la luce noiosa delle abitazioni vicine che crea strane ombre sui visi degli attori? Con in sottofondo la voce di Frizzi, che tra una battuta e l' altra ci chiede se e' vero che gli italiani sono ancora mammoni e le fidanzate gelose delle suocere? No eh? - Il torpore si  sconfigge con le scosse.. Con le paure, con l' ansia, l' adrenalina...ci sono ancora nella mente e stanno affiorano man mano che si avvicina il giorno della partenza. Sono vive e premono, spingono con forza i ricordi passati per fare strada a quelli,  nuovi, con i quali mi cullero', beata,  almeno per un po'.

martedì 19 maggio 2015

Come è bella giovinezza che si fugge tuttavia.

Che nome strano. Pitosfero. L'ho sempre chiamato così.  In realtà mi viene più facile che chiamarla Pitosforo, come si dovrebbe. Il nome scientifico neanche provarci. Pittosforum...sarà perché è una pianta originaria delle isole del Pacifico che ha questo profumo così inebriante. Ogni nuova estate che percorro la Giannella con il finestrino della macchina aperto, mi arrivano folate del suo profumo, fin dentro le narici. Mi sembra di farci il bagno, tanto mi inonda. Come quando da ragazzina percorrevo quella stessa strada in bicicletta , appena il costume addosso, già ridotto di suo, penso che scomparisse del tutto agli occhi dei guidatori che quasi mi sfioravano sorpassandomi. Ma quando si è così giovani, si è incuranti di tutto, degli sguardi, della malizia, del pudore. Io pedalavo felice e cantavo Baglioni e Battisti e respiravo l' aria calda profumata dalla pianta dai fiori bianchi. Come è bella la Giovinezza. Ti appartiene finché ti basta il profumo di una pianta, l' estate e una corsa in bicicletta. Niente altro. Non c'era ieri, non c' era ancora il domani. C' ero io con il solo desiderio di godermi la fine della scuola con quel rito quotidiano,  la mia corsa fino al mare, la bici buttata sulla rena e un tuffo nell' acqua fresca. E poi ripartivo ancora grondante, felice e ignara della vita. La rivedo ogni volta quella ragazzina, ogni volta sorrido,  prendendola un po' in giro, mentre respiro l' aria profumata della pianta dai fiori bianchi.

sabato 28 febbraio 2015

L' ultimo giorno di Febbraio. Bene. Si rinnova l'aspettativa della bella stagione. La leggera, spensierata, allegra bella stagione. Mi ritrovo appoggiata alla ringhiera ad osservare fuori. Respiro. L'aria ancora fresca mi solleva i pensieri. Aspetto. Che i nuovi giorni mi rinnovino la vita. Che quello che sono stata si  amalgami con quello che diventerò. Ho buone speranze di diventare  altro da come ero. Intanto so cosa voglio per me e chi voglio accanto a me. Voglio una vita semplice, fatta di piccole cose. Piccole ma grandi nella loro essenza. Voglio chi mi comprenda al di là delle circostanze, dei luoghi comuni, delle frasi fatte, delle generalizzazioni. Voglio chi non mi giudichi per poco, ma, se proprio deve, mi condanni per qualcosa di grave. Che cercherò di non raggiungere mai. Respiro. Quello che è stato è andato. Seppellito di consapevolezza ironicamente dolorosa. Sfumato nei contorni già allora confusi, che ritenendoli netti mi confondevano il percorso. Ma tutto serve. Tutto serve nel disegno del destino. Basta dirigerlo attraverso il mio volere. E così Aspetto. Che le linee si uniscano per diventare uno splendido dipinto.  

venerdì 6 febbraio 2015

Richiesta.

Non si possono comandare i sogni. Non si possono comandare   i pensieri. Non si può comandare il desiderio di fugare i dubbi. Non si può comandare alle emozioni contrastanti. Ringrazio il cielo di odiare le armi. Questo non mi impedisce di aver voglia di sparare sulle cazzate che mi si voglion far credere. E ringrazio me stessa di non essere ragionevole e di permettermi di detestare i buoni consigli. Io non mi interesso di come agite e se lo faccio mi umbriacate di argomentazioni faziose e opportuniste. Lasciatemi allora agire nel modo che conosco, che è quello dell'azione e dell'istinto. Mi faccio male ogni volta, ma almeno posso rimproverarmene personalmente. Fate il vostro, che è quello che va bene di volta in volta per voi...e lasciatemi fare il mio, senza voler entrare per forza nel merito di ciò che non sapete di me. 

Mi è utile. Amo il mio egoismo.

Sono utili al mio benessere:
                                      - Un nuovo amico con cui parlare.
- L'ascolto di un brano che mi emoziona.
- Compiacermi delle mie scarpe col tacco.
- La risata spontanea per cose futili.
- L'idea di un viaggio.
- La condivisione con un collega su un modo di pensare. 
- Indossare la parrucca rosa di un'alunna durante l'assemblea di istituto.
- Il bagno che si scalda in attesa di tuffarmi sotto la doccia.
- La scelta dell'abito che indosserò stasera.
- Il saluto veloce  di  un amico chiedeva trova il tempo per farlo.
- Un vezzeggiativo divertente dedicato a me.
- Lo sdegno per una notizia di cronaca.
- Un messaggio di una persona cara che non sentivo da tempo.
- La voglia di rivederla.
- L'atteso tepore del gatto nel letto

 Oggi. Tutto per me e soltanto per me. E' bello l'egoismo...

lunedì 15 dicembre 2014

Le 10 mosse della perfetta lavanderina.

L'inverno è lungo. Piove. I panni non si asciugano mai. Finiti i tempi delle belle disquisizioni intellettuali, gli argomenti ruotano oramai intorno a discussioni sui temi tanto amati dalle casalinghe. - Eh! A me non mi frega niente sà! Mi sono comprata l'asciugatrice! Mi ha cambiato la vita!- Si compiace la collega, non senza una punta di - Tiè, beccati questa!- nello sguardo.  - Addirittura!- Rispondo, con una punta di rammarico per aver aspirato, che ne so, di tanto in tanto, ad un viaggio sul monte Piagneoctu, ai confini con il meridiano principale di Greenwich o ad un corso di meditazione in Sciartu e tantra con i monaci tibetani, per cambiare la mia vita ...al limite, ma proprio al limite, qualche volta mi ritrovavo a pensare ad un incontro romantico, un Lui che mi avrebbe abbracciata e, guardandomi negli occhi, mi avrebbe sussurrato:- Fuggi con me, ho un Atollo nel mar dei Caraibi dove vivremo per sempre fra cocchi e Ola ola...ma la lavasciuga...vuoi mettere?- Ti dò una dritta- dice sempre la collega - la lavanderia a gettoni...ce ne è una proprio qui dietro!- Vado. Carico due borsoni di panni che mi stanno guardando da giorni con gli occhietti che implorano siccità, entro trionfante nella lavanderia, carico la lavatrice da 16 kg, chiudo lo sportello. E: 1) devo procurarmi i gettoni. La macchinetta accetta solo banconote da 5 e 10 euro. Ho solo 20 euri...lascio lì i panni e 2) Cerco un bar dove  possa cambiare i soldi. Oltretutto sono le 13 e 30 e io ho fame. Nulla, tutti serrati. 3) Ri-imbarco in macchina, parcheggio ad un paio di km e mi infilo nel piccolo centro commerciale davanti scuola. Nulla. Non un dannato bar aperto. Entro in una rosticceria, in cui l'unica cosa mangiabile che non sia unta e bisunta è un trancetto di un indefinibile pesce con contorno di fagiolini che pago ben 10 euro ma almeno torno dai miei panni con i miei trionfanti ed utilissimi 10 euro, che 4)  Infilo nell'apposito sportellino e aspetto 20 pezzi da 50 centesimi, come tanto ampollosamente è scritto nel cartellone delle istruzioni...un moto di stizza mi prende quando cadono solo 6 pezzi da 50 cent e niente piùùù!!! Ma che storia è questa? Mi ha fregato, mi ha fregato! Urlo dentro di me, già col terrificante pensiero di ricaricarmi i panni sporchi in macchina...guardo meglio e noto dei 50 centesimi diversi dagli altri, che ad un esame più attento risultano essere i famigerati gettoni che occorrono per mettere in moto la lavatrice. Il resto dei soldi è il resto che la macchina ha già programmato che mi deve! Ahhh l'ingegneria moderna che gran cosa!   Dunque 5) Aspetto pazientemente che il cestello faccia i suoi giri, 6) Prendo i panni, li metto nell'asciugatrice   che di nuovo parte ( naturalmente ho buttato altri 50 centesimi nel cambio - soldi, accorgendomi solo dopo che  li dovevo inserire direttamente nella macchina. 6) Aspetto che finisca di ruotare. Apro. Panni bagnati. 7) Altri 50 centesimi, altri giri. Aspetto, apro. Panni bagnati fradici. Con fare stoico- incazzato ( tipo - non te alterà, Carla che te sei superiore ad una lavatrice) 8) Riprendo i miei panni che pesano un quintale in più  perchè sono puliti,si, ma più zuppi di prima  9) Torno a casa e li stendo...poco prima che  10) Cominci a diluviareeeee!!!! Eh! I bei tempi delle lavandaie al fiume...

giovedì 6 novembre 2014

Piove.

Giornate di pioggia come queste. Giornate che tutto sembra immobile.  Guardo dalla finestra di camera il cielo grigio. Mi decido o no a fare qualcosa? Troppe cose mi aspettano. La banca, il mangiare della gatta che aspetta paziente, la spesa, le pulizie, lo svuotare i cassetti per sgombrare una casa che non è più mia, i compiti dei ragazzi sparpagliati sul divano, lì li ho messi,  lì sono rimasti,  la penna rossa pronta. Lei, io no.. Ecc, ecc, ecc. Mi dico:- Tanto...tanto tutto procede anche senza di me. Tanto mi posso esiliare in attesa che qualcosa accada.- Ho letto che le cose accadono se le facciamo accadere. E se invece non ci muoviamo per farle accadere,  che succede? Restano dove sono?  Vanno da qualcun altro? Si spostano altrove come serpi o restano ferme in aria facendo vibrare le ali sulla mia testa? Pronte a piombarm i  addosso per scuotere il torpore in cui verso da mesi. La gatta mi guarda. Chissà che pensa. -Ho una padrona pigra - O forse penserà che poteva essere accolta da una persona meno ce rve llo ti ca. Che adesso le avrebbe già dato del cibo. Ok. Lo faccio. Caffè grazie. Poi si vedrà.