Mia mamma è un mito in fatto di storpiature di parole. Rende facile la battuta e io mi ci scompiscio sotto lo sguardo incredulo degli altri che aspettano impazienti la spiegazione in italiano per poter scompisciarsi anch'essi! Tipo: cercando il caffè nello scaffale, mia mamma dice:- Prendi questo che è aerobico- Avete capito? No? Massuvvia, aerobico sta per qualità arabica del caffè! E io che ad ogni storpiatura associo un'immagine, vedo il pacchetto del caffè che :- Su forza pigroni un due tre e quattro, un due tre e quattro! Con le braccine e le gambine che su e giù, su e giù ritmano saltelli e avvitamenti! O quando parlando di internet dice:- Hai visto in inter?- E come no, seguo tutte le partite! E il bad end breackfeast? Diventa un Blec e blè, uhhh bello sà ma buiooooo!!!! I colori poi sono un opzional...il fucsia diventra fruscia e per quanto ormai lo so, è sempre un problema al mercato spiegare al venditore di stoffe che non abbiamo sbagliato banco e non cerchiamo un'anguilla sguizzante e agonizzante per cucinarla in umido! E così fra lo sconcerto di chi mi vede mentre parlo con mia madre, contorcermi e piegarmi in due, con le lacrime agli occhi per le risate, almeno ogni tanto mi diverto a stare con lei! Che è molta roba credetemi!venerdì 13 agosto 2010
Basta interpretare!
Mia mamma è un mito in fatto di storpiature di parole. Rende facile la battuta e io mi ci scompiscio sotto lo sguardo incredulo degli altri che aspettano impazienti la spiegazione in italiano per poter scompisciarsi anch'essi! Tipo: cercando il caffè nello scaffale, mia mamma dice:- Prendi questo che è aerobico- Avete capito? No? Massuvvia, aerobico sta per qualità arabica del caffè! E io che ad ogni storpiatura associo un'immagine, vedo il pacchetto del caffè che :- Su forza pigroni un due tre e quattro, un due tre e quattro! Con le braccine e le gambine che su e giù, su e giù ritmano saltelli e avvitamenti! O quando parlando di internet dice:- Hai visto in inter?- E come no, seguo tutte le partite! E il bad end breackfeast? Diventa un Blec e blè, uhhh bello sà ma buiooooo!!!! I colori poi sono un opzional...il fucsia diventra fruscia e per quanto ormai lo so, è sempre un problema al mercato spiegare al venditore di stoffe che non abbiamo sbagliato banco e non cerchiamo un'anguilla sguizzante e agonizzante per cucinarla in umido! E così fra lo sconcerto di chi mi vede mentre parlo con mia madre, contorcermi e piegarmi in due, con le lacrime agli occhi per le risate, almeno ogni tanto mi diverto a stare con lei! Che è molta roba credetemi!lunedì 9 agosto 2010
IL CASO
Il caso determina buona parte del nostro vissuto . Prendete quello che mi ha regalato il caso la serata di ieri. Vado per vedere una mostra fotografica ma per caso era chiusa...decido di spingermi fino alla chiesa di S. Erasmo a Portercole vecchio pur sapendo l'impervio percorso per arrivare e un poco priva di aspettative, visto che il quadro di Caravaggio eccezionalmente esposto in quel luogo per il 400entesimo della morte del pittore, lo avevo già visto in svariate occasioni...ebbene il quadro mi ha regalato nuove emozioni perchè ogni cosa se vissuta in contesti e situazioni diverse offre una nuova prospettiva! Sulle spiaggia la mattina, per caso, chiedendo senza particolare curiosità sulle risposte, cosa ci fosse in giro per passare la serata, mio fratello mi dice che forse, ma si, ecco non so bene, ci dovrebbe essere uno spettacolo di Francesca Reggiani ad Orbetello...ebbene vado e non solo lo spettacolo per lo più gratuito ( organizzato per beneficienza dalla Misericordia) è stato divertentissimo, ma per caso, ad assistervi c'era anche il mio cantante preferito in assoluto, Pino Daniele, seduto poco più avanti, al quale, aimè, non ho avuto il coraggio di presentarmi, temendo di disturbare la sua privacy...in conclusione io aspetto che il caso mi porti qualcosa di inaspettato, che il più delle volte ti fa svoltare e non solo la giornata! domenica 1 agosto 2010
LA FORZA DEGLI ULIVI
Vorrei possedere la forza degli ulivi. Longevi, forti e ben piantati in terra. Resistono al tempo e i loro tronchi si contortono in un intreccio di rughe come il viso di un vecchio che aspetta la fine del giorno fuori dall'uscio della sua casa. Scheletri di cicale rimangono attaccate ai rami protesi verso l'alto, gusci vuoti di vita passata, fremente un tempo, ma effimera come la durata di una stagione estiva; a volte i rami si inchinano fino a terra e ti ci puoi rifugiare proteggendoti dal mondo...Vorrei possedere la forza degli ulivi per restarmene lì, senza combattere.
domenica 25 luglio 2010
IL VIAGGIO
Ritorno al tema del viaggio. Questa volta non per spiegare i motivi del mio bisogno innato di viaggiare, quanto per cercare di descriverne l'essenza.
Questa mattina al risveglio, il mare di Rocavecchia, in provincia di Lecce, appariva in tempesta. Grossi cavalloni si infrangevano contro le altissime scogliere, le oltrepassavano incredibilmente, regalandoci uno spettacolo naturale affascinante...i colori dal blu cobalto all'azzurro cupo si mescolavano in un turbinio di acqua e schiuma e il rumore del vento avrebbe potuto suscitare straordinari e toccanti versi anche in un poeta estemporaneo...proseguendo verso Torre dell'Orso ci è apparso un nuovo capitolo di questa terra...lunghissime spiagge di sabbia bianchissima e soffice come borotalco, fra insenature e rocce a picco sul mare, stratificate e maestose, si estendono tra il mare e chilometri di vegetazione...più in alto il paese di case basse e bianche, pulito e ordinato nonostante le frotte di turisti che, come noi, accennato il primo sole della giornata, si sono riversati nelle strade e sulla spiaggia.
Adesso, nel fresco della mia camera d'albergo penso più che mai che partire è necessario come respirare e bere...il mondo è pieno di luoghi e che non puoi solo immaginare o vedere sui libri, li devi percepire con i sensi e accogliere con il cuore...solo così si può dare nutrimento alla mente. E' questo è il mio pensiero su cosa sia l'essenza del viaggio
mercoledì 21 luglio 2010
mercoledì 14 luglio 2010
CHIUSURE D'AUTRICE
L'autrice delle chiusure sono io. Chiusure mentali? Noooooooo....chiusure di portoni? Ma neancheeeee....siete fuori strada. Le chiusure a cui accenno sono una, delle più classiche, il rimanere chiusi dentro una stanza, l'altra un pò meno....chi di voi è mai rimasto chiuso..in una scarpa? Ma andiamo per gradi.Lunedi i bagni e le doccie del Resort Golf di Monte Argentario erano fuori uso in tutta la struttura. Unica doccia funzionante quella in una stanza della beauty farm, una stanza piacevolmente fresca, bianca, pulitissima e profumata, provvista come tutti i luoghi di questo tipo, di un bel lettino dove le clienti si sdraiano per rilassarsi e ricevere i trattamenti di bellezza. Ebbene, chiusa a chiave la porta, mi faccio la doccia, mi asciugo e mi accingo ad uscire...macchè la serratura non girava, era bloccata...dopo vari tentativi mi rendo conto di essere paradossalmente rimasta imprigionata! Seguono in ordine: 1) armaneggiamenti vari del tecnico per smontare la serratura; 2) borbottii curiosi degli ospiti avvertiti dell'accaduto; 3) rassicurazioni del personale - Signora non abbia paura, provvediamo subito!- E io, che non soffro assolutamente di claustrofobia ( al contrario ho terrore dei luoghi troppi aperti) a stento a trattenermi dal ridere, quasi quasi sperando di potermi fare una bella dormitina inattesa su quel bel lettuccio morbido, piacevolmente circondata dalla musica jazz diffusa in tutto il centro e sicura che in qualche modo, se mi fossi dovuta trattenere lì tutta la notte, mi avrebbero passato i viveri dallo sportellino dell'aerazione!
La seconda "chiusura" contiene un pò della mia proverdiale incapacità di occuparmi e gestire cose "pratiche" e materiali...nel misurarmi un paio di simpatiche ballerine con cavigliera incorporata in un affollatissimo centro commerciale, al momento di toglierle...la zip si è inceppataaa!!! E non c'era verso di aprirla vè! La gente incuriosita dai miei goffi tentativi di togliere il piede da quella "trappola" si stava riunendo intorno a me, ognuno dando il suo personalissimo quanto inutile contributo- Provi a smontare la linguetta della zip-...-Ruoti il piede a 360 gradi-...Potrebbe provare con il ghiaccio, magari l'arto intrappolato si rimpicciolisce...- ( Signora quel coso che si rimpicciolisce con il freddo è un altro tipo di artoooo!!!!) Insomma alla venuta della commessa impensierita dal fatto che dovesse tagliare la scarpa, miracolosamente la cerniera è scivolata via in un baleno, mostrandomi un piede piuttosto arrossato ma miracolosamente illeso...eh! Che cosa può fare per una donna la paura di dover ripagare un paio di scarpe senza neanche poterle indossare una volta!
giovedì 8 luglio 2010
PUZZI E BUOI DEI PAESI TUOI
Come dice un noto proverbio? Non si finisce mai di imparare? Io direi parafrasando che non si finisce mai di stupirsi per i comportamenti, gli usi e le abitudini dei portercolesi miei compaesani! Dopo la passeggiata in fila per quattro senza il resto di due, ma non ordinatamente uno dietro l'altro come si potrebbe credere, ma perpendicolarmente alla strada di passaggio delle auto ( proprio in mezzo alla carreggiata per intenderci e guai se osi premere delicatamente un piccolo "bip" sul clacson che ti fulminano con lo sguardo e sei segnato per sempre nel libro nero dei paesani cattivi); dopo gli "AUUU!!!"gridati a vivavocealtissima per salutarsi, anche se si trovano a 100 metri di distanza; dopo che le figlie maritate di ritorno dal viaggio di nozze riconvivono con la mamma insieme al neoconsorte per non sporcare la cucina a gas nuova di zecca; dopo che trascorrono i pomeriggi a spettegulessare seduti su assurde panchine circolari pensate da chissà quale mente eccelsa, perlopiù fatte di acciaio, rovente al primo solino di primavera, figuriamoci adesso ( tanto che mi chiedo come facciano a posizionare il deretano senza incorrere nei temibili inconvenienti emorroidali), l'ultima novità che ho notato è l'uso dei cassonetti dell'immondizia. Mi sono chiesta: daranno loro noia gli effluvi che potrebbero entrare dalle finestre nelle loro case? Oppure, considerata l'abitudine maniacale di lucidare gli appartamenti ( ho visto di persona massaie abbarbicate al barzoletto della finestra, alle 6 di mattina, al terzo piano, in camicia da notte, passare lo straccio sulle persiane già notevolmente specchiose), vogliono mantenere anche i loro cassonetti puliti? O, visto che chi butta la spazzatura qui sono per lo più uomini, le mogli impongono loro di buttarla più lontanamente possibile per fargli fare che ne so, esercizio fisico? O per punirli di altre manchevolezze nell'aiuto domestico? Mah! Quello che mi sento di dire è: - Per favore! Puzzi e buoi dei paesi tuoi e e che ognuno si tenga la spazzatura suaaaa!!!
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