Porto Ercole

Porto Ercole

martedì 3 settembre 2013

Altro elenco del mi piace- non mi piace

A distanza di un anno mi accingo a ripensare di nuovo ai miei "mi piace-non mi piace". Ormai è diventata consuetudine, se non lo facessi mi sembrerebbe di fare un torto alla mia mente contorta. Allora, vediamo un pò...

Mi piace:

- la mia caffettiera Alicia che mi rende meno traumatico svegliarmi di buon mattino.
- la frescura delle mie lenzuola
- il nuovo romanzo di Montalbano
- le commesse che si rivolgono a me con il "tu"
- le patatine fritte
- l'idea di poter viaggiare tanto
- l'idea di un vestito nuovo
- l'idea di un buon sonno
- camminare nell'acqua
- le coccole
- gli occhi che si incrociano con lo sguardo e si capiscono.
- i regali inaspettati
- ......... questo non si può dire!
- fugare i dubbi che mi affollano la testa.
- la birra fresca
- il pollo al curry
- il pollo al curry con il riso
- la cena pronta.

 Non mi piace:

- il foulardino al collo che fa tanto prof.
- chi se lo mette
- i saluti di circostanza
- le bugie
- il voler nascondere a tutti i costi le bugie
- questo post
- ma non lo cancello, ormai è scritto
- non lo so che non mi piace in questo momento...
- ah si...che il viaggio resti solo un'idea
- che il vestito resti solo un'idea
- che stanotte non dorma
- l'acqua fredda della piscina in inverno
basta perchè non ho più voglia. Continuo domani. Ciao.
- ( anche perchè non ho la cena pronta e ho fame).

domenica 1 settembre 2013

Per la prima volta mi appresto a vivere Settembre senza particolari rimpianti. Mi aggrappo alla vite, pianta forte e terrena per ritornare alla realtà di sempre, tanto è questo che conta. La realtà con i suoi risvolti inaspettati, con le speranze a volte tradite, con lo scorrere delle ore vuote. La pergola sul viale che porta al mare ha quasi perso il colore brillante delle foglie...fra poco  volgeranno all'arancio, al giallo, al marrone bruciato...io cammino, col mio incedere stentato, tra i  colori melanconici e lascio che il tempo scorra come vuole, ho da poco imparato che non serve rincorrerlo per mutare le nostre sorti. Il destino si è affacciato alla soglia della mia esistenza a volte prepotente, facendomi credere nel mutare felice della sorte, a volte mi ha voltato le spalle e ho cercato di richiamarlo gridando. Oggi non ne ho voglia. Cominci pure il mese di Settembre senza di me. I fiori  che ho piantato nei vasi al posto dei gerani, fioriscono comunque, anche se me ne dimentico per un pò...non hanno bisogno di molta acqua. Io mi farò bastare quella che ancora mi resta, sperando che riesca a dissetare la mia voglia di vivere e i desideri che ancora conservo nel mio cuore. 
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giovedì 20 giugno 2013

Se solo potessi.

Se solo potessi guardarti da lontano, nascosta ai tuoi occhi dal divertimento che emani intorno, dalla gioia con cui gesticoli, ridendo tra gli altri...col mare che luccica e il sole caldo di cui ti nutri.
Se solo potessi parlarti, con un gesto della mano, richiamarti a me e una volta vicino dirti: - Io ci sono-
Se solo ti vedessi allontanare,  immemore di quello che è stato e di quello che ho creduto che fosse, di nuovo confusa  tra i tuoi pensieri....
questo solo basterebbe per riprendere la mia strada.   

giovedì 13 giugno 2013

Paure.

Mi mettevo nel lettone di nonna Santina e fissavo quel quadro. Ero piccola ed erano i tempi in cui, d'estate, alle due del pomeriggio, i bimbi dovevano fare il sonnellino. Il quadro sembrava venire verso di me. C'erano gli occhi di Sant' Antonio che mi fissavano, con quei fiori, di cui non conoscevo ancora il nome, in mano e accomodato su un braccio del santo, il Bambino Gesù, bello, con i riccioli biondi e grassoccio, con la manina alzata nel segno della benedizione. La camera di mia nonna era al buio, con le tende tirate per non far entrare il caldo, e la cornice di legno massiccio contribuiva a rendere il tutto ancora più cupo.  Non riuscivo ad addormentarmi, naturalmente. Pensavo che da un momento all'altro quelle figure si sarebbero staccate dal muro, avrebbero preso una dimensione corporea e sarebbero volate nella stanza, lasciando lo sfondo bianco e una cornice vuota. Il momento della fine del riposino diventava una liberazione. Non era successo nulla di quello che temevo, ma il giorno dopo la cosa si sarebbe ripetuta nello stesso modo. Ancora adesso, se devo entrare in una chiesa che non conosco, lo faccio con aria guardinga,  evitando le nicchie dove potrebbero nascondersi quadri con le cornici di legno massicce, rappresentanti immagini sacre o Cristo appeso in croce,  specialmente se le sculture sono di legno. La mia voglia di conoscenza spesso mi costringe alla razionalità e mi soffermo ad osservare i quadri che ornano i luoghi di culto dei Paesi che visito, ma con l'angoscia che cresce e che mi costringe ad uscire di fretta all'aria aperta. Oggi si festeggia Santo Antonio. Mi piace questo santo, dall'aria mite e benevola, a guardarlo nell'iconografia tradizionale con gli occhi dell'adulta.. A Padova mi sono appoggiata al sarcogafo che conserva le sue spoglie, con la consapevolezza dello scettico che riconosce il valore affettivo che la mia famiglia ha sempre avuto per lui. E con questo post faccio anche gli auguri di buon onomastico alla mia mamma Antonia e a tutti quelli che si chiamano Antonio.    

lunedì 10 giugno 2013

Quattro sorelle in barca

-Eh! Lo scirocco è brutto a Porto Ercole!-  La mia mamma parte in sordina. Sembrano frasi buttate là, mentre si discorre placidamente durante il pranzo della domenica. Magari di tutt'altra cosa.  Il curioso è che dopo essere passati nella conversazione su altri argomenti già da un pò, la mia mamma riprende. Questa volta ci mette il carico. - Io per lo scirocco una volta ci stavo perdendo la vita- dice...e continua, sicura che intanto tutti noi abbiamo alzato gli occhi verso di lei, le forchette a mezz'aria, gli orecchi "inorecchiti" , pronti a sentire una nuova surreale storia al tempo della sua giovinezza scapestrata.  - Una volta partiamo io e quattro suorine giovani, più una cugina che ci doveva fare da guida, con una barchetta a remi alla volta della Grotta dei Santi. Le sorelle erano curiose di vedere questa meraviglia della natura e mia cugina si era offerta di accompagnarle. ( la mia mamma è una grande...le suorine giovani, ma non è fantastico?). Arrivate vicino alla grotta, cantando e ridendo, con le suorine alle quali non pareva il vero di farsi una gitarella in barca, ci coglie improvvisamente lo scirocco. Il mare ci trascina avanti e indietro, la barca inizia ad imbarcare acqua. Io e mia cugina tentavamo di remare ma non c'era niente da fare, eravamo in balia della tempesta. - Ed ecco il colpo si scena. ( c'è sempre nei racconti di mia mamma il colpo di scena.) - Le suorine prendono dalle tasche i rosari ( ma ve lo immaginate?) e cominciano a pregare, pregare(!!!) mentre noi remavamo, remavamo. Sembrava tutto inutile, la barca era oramai piena d'acqua e stavamo affondando, quando..una cima! Dei marinai su una barca erano riusciti ad affiancarci nonostante la tempesta e ci lanciavano una cima,  con la quale ci trainarono fino a riva, a godersi lo spettacolo delle povere suorine completamente zuppe e terrorizzate...eh  se mia mamma si fosse ricordata del detto ".Marinai, suorine e guai non mancano mai!"
Ma soprattutto avesse saputo che esiste l'Istituto delle suore francescane in  ...via Dalla Barca a Vercelli! 



martedì 21 maggio 2013

Che dire.

Il ragazzo si trascina sulle gambe con il registro in mano. Entra in aula professori, viene verso di me. Pacatamente, senza fretta. La fortuna ha voluto che la Prof. adesso in aula che fa lezione, mandasse proprio lui a cercarmi. E fra l'aula e la sala professori c'è un bel tratto da percorrere...si è no 100 metri! Ma quel tanto che basta per perdere almeno almeno 10 minuti di lezione, fra andare ( mooolto flemmeticamente!) e tornare. Ha un sorrisino accennato sulle labbra. _ Prof, ma che mi combina? Guardi qui- E mi apre il registro sotto il naso. - Che c'è? - Dico - C'è che deve essere innamorata. Ha firmato alla sesta ora e adesso, purtroppo, siamo solo alla terza...La Prof. R...mi ha mandato da lei in modo che corregga, non ha il posto per firmare!- ( insomma detto così sembrerebbe che il ragazzo azzecchi tutti i congiuntivi, in realtà ho aggiustato leggermente il discorso) Sfoglio il registro. E' vero. Non solo ho firmato nel posto sbagliato per oggi, ma ho occupato con la mia firma e le mie lezioni le seste ore di tutti giorni a venire....guardo il mio alunno. Sto per ridere con lui. Di me. Ma lui non ride di me...è un sorriso... complice. Che ci vuoi fare Andrè. Sarà come dici tu. O forse no..chissà! Anche io sono arrivata al limite, mica soltanto voi!  - E chi le ha detto niente Prof.! A me mi ci hanno mandato! Ambasciator non porta pena...- Esce con la solita flemma. Trascinandosi sui piedi stanchi. So che sta ridendo...con me, non di me.

venerdì 26 aprile 2013

Apatia

Per avere voglia di comunicare occorre essere felici. Che parolona...per lo meno sereni sì. Quando il mio spirito si nutriva di emozioni, scrivevo, scrivevo...pagine e pagine digitate con fervore, polpastrelli consunti di parole convinte e spinte fortemente sulla tastiera, quasi a voler marchiare di più sullo schermo i pensieri che andavano fluidi, animati dalla linfa dell'adrenalina. E' l'apatia la peggior nemica della lievità dell'animo. L'apatia che deriva dallo scorrere sempre uguale dei giorni, da falsi guizzi di contentezza, dai fasulli spasmi del cuore che ogni tanto appaiono per poi altrettanto repentinamente sparire, svelati dalla verità amara delle esperienze. L'apatia che ti porta a non spenderti, a ripiegarti su te stessa, guscio vuoto di sensazioni svuotate da significati profondi, apparenti immagini di una vita che sembra aver perso spessore. Metterò una bella pianta di fiori colorati sul balcone. Per il momento gli altri, alzando gli occhi, immagineranno come potrebbe essere la mia vita, se solo ne avessi un poco
di voglia.