L'inverno è lungo. Piove. I panni non si asciugano mai. Finiti i tempi delle belle disquisizioni intellettuali, gli argomenti ruotano oramai intorno a discussioni sui temi tanto amati dalle casalinghe. - Eh! A me non mi frega niente sà! Mi sono comprata l'asciugatrice! Mi ha cambiato la vita!- Si compiace la collega, non senza una punta di - Tiè, beccati questa!- nello sguardo. - Addirittura!- Rispondo, con una punta di rammarico per aver aspirato, che ne so, di tanto in tanto, ad un viaggio sul monte Piagneoctu, ai confini con il meridiano principale di Greenwich o ad un corso di meditazione in Sciartu e tantra con i monaci tibetani, per cambiare la mia vita ...al limite, ma proprio al limite, qualche volta mi ritrovavo a pensare ad un incontro romantico, un Lui che mi avrebbe abbracciata e, guardandomi negli occhi, mi avrebbe sussurrato:- Fuggi con me, ho un Atollo nel mar dei Caraibi dove vivremo per sempre fra cocchi e Ola ola...ma la lavasciuga...vuoi mettere?- Ti dò una dritta- dice sempre la collega - la lavanderia a gettoni...ce ne è una proprio qui dietro!- Vado. Carico due borsoni di panni che mi stanno guardando da giorni con gli occhietti che implorano siccità, entro trionfante nella lavanderia, carico la lavatrice da 16 kg, chiudo lo sportello. E: 1) devo procurarmi i gettoni. La macchinetta accetta solo banconote da 5 e 10 euro. Ho solo 20 euri...lascio lì i panni e 2) Cerco un bar dove possa cambiare i soldi. Oltretutto sono le 13 e 30 e io ho fame. Nulla, tutti serrati. 3) Ri-imbarco in macchina, parcheggio ad un paio di km e mi infilo nel piccolo centro commerciale davanti scuola. Nulla. Non un dannato bar aperto. Entro in una rosticceria, in cui l'unica cosa mangiabile che non sia unta e bisunta è un trancetto di un indefinibile pesce con contorno di fagiolini che pago ben 10 euro ma almeno torno dai miei panni con i miei trionfanti ed utilissimi 10 euro, che 4) Infilo nell'apposito sportellino e aspetto 20 pezzi da 50 centesimi, come tanto ampollosamente è scritto nel cartellone delle istruzioni...un moto di stizza mi prende quando cadono solo 6 pezzi da 50 cent e niente piùùù!!! Ma che storia è questa? Mi ha fregato, mi ha fregato! Urlo dentro di me, già col terrificante pensiero di ricaricarmi i panni sporchi in macchina...guardo meglio e noto dei 50 centesimi diversi dagli altri, che ad un esame più attento risultano essere i famigerati gettoni che occorrono per mettere in moto la lavatrice. Il resto dei soldi è il resto che la macchina ha già programmato che mi deve! Ahhh l'ingegneria moderna che gran cosa! Dunque 5) Aspetto pazientemente che il cestello faccia i suoi giri, 6) Prendo i panni, li metto nell'asciugatrice che di nuovo parte ( naturalmente ho buttato altri 50 centesimi nel cambio - soldi, accorgendomi solo dopo che li dovevo inserire direttamente nella macchina. 6) Aspetto che finisca di ruotare. Apro. Panni bagnati. 7) Altri 50 centesimi, altri giri. Aspetto, apro. Panni bagnati fradici. Con fare stoico- incazzato ( tipo - non te alterà, Carla che te sei superiore ad una lavatrice) 8) Riprendo i miei panni che pesano un quintale in più perchè sono puliti,si, ma più zuppi di prima 9) Torno a casa e li stendo...poco prima che 10) Cominci a diluviareeeee!!!! Eh! I bei tempi delle lavandaie al fiume...
lunedì 15 dicembre 2014
giovedì 6 novembre 2014
Piove.
Giornate di pioggia come queste. Giornate che tutto sembra immobile. Guardo dalla finestra di camera il cielo grigio. Mi decido o no a fare qualcosa? Troppe cose mi aspettano. La banca, il mangiare della gatta che aspetta paziente, la spesa, le pulizie, lo svuotare i cassetti per sgombrare una casa che non è più mia, i compiti dei ragazzi sparpagliati sul divano, lì li ho messi, lì sono rimasti, la penna rossa pronta. Lei, io no.. Ecc, ecc, ecc. Mi dico:- Tanto...tanto tutto procede anche senza di me. Tanto mi posso esiliare in attesa che qualcosa accada.- Ho letto che le cose accadono se le facciamo accadere. E se invece non ci muoviamo per farle accadere, che succede? Restano dove sono? Vanno da qualcun altro? Si spostano altrove come serpi o restano ferme in aria facendo vibrare le ali sulla mia testa? Pronte a piombarm i addosso per scuotere il torpore in cui verso da mesi. La gatta mi guarda. Chissà che pensa. -Ho una padrona pigra - O forse penserà che poteva essere accolta da una persona meno ce rve llo ti ca. Che adesso le avrebbe già dato del cibo. Ok. Lo faccio. Caffè grazie. Poi si vedrà.
mercoledì 17 settembre 2014
Oggi
Quando mi accingo a scrivere sul blog, mi viene in mente la mia amata Carrie protagonista della mia pure amata serie "Sex end the city ". Carrie prende spunto da quello che le accade, dalle esperienze positive e negative su cui si interroga e cerca di ricavarne norme generali, salvo poi accorgersi che nei comportamenti umani nulla può essere generalizzato, ognuno vive la vita a modo suo. Anche io, nel mio piccolo, scrivo di cose " sentite", " percepite", " provate " più che lette, viste o ascoltate e mi rendo conto che questa cosa pregiudica a volte l'obiettività delle mie convinzioni, proprio perché non può essere obiettivo ciò che si sperimenta sulla propria pelle. Oggi avrei voluto scrivere di Amore e Stima, in particolare avrei voluto rispondere alla domanda che da un pò di tempo mi frulla in testa e cioè:- Si può amare una persona che non si stima?- Invece, contrariamente a quanto faccio di solito, prima di iniziare a scrivere, ho voluto documentarmi e sono piacevolmente incappata in un articolo, dove si parla appunto di questo argomento. Ho le idee più chiare adesso, almeno per quanto riguarda il fatto che mai la stima può essere scissa dall'Amore in quanto la Stima è il sentimento più alto che lega una persona al suo S-oggetto d'amore ( scrivo soggetto non a caso )...Quando diciamo:- Questa persona si è comportata male, non ho più stima di lui ma continuo a provare un sentimento di amore nei suoi confronti - ci stiamo sbagliando di grosso sulle nostre sensazioni!!!. Dunque dovremmo dare un diverso significato a quello che proviamo per una persona che non si stima. Ci ho pensato. Non è più amore quello che si prova per una persona che non si stima, è invece non amore per noi stessi. E infatti " Nel momento in cui ho stima per me stesso, in un secondo — il più lungo, intenso, importante della mia vita — mi accorgo che tengo aperti rapporti verso i quali investo tutto per individui che non stimo affatto. Allora istantaneamente io sono libero da loro. Crollano dipendenze, vittimismi, routine dolorose e segregazioni psicologiche. " (cit ). Se lo capissimo prima ci eviteremmo seghe mentali ( scusate il francesismo ), rincorsa a qualcosa che non esiste più e vedremmo finalmente con occhio critico colui o colei nel pieno della loro incompatibilità con il nostro modo di essere, di vivere e di pensare. - E prima?- Ci potrebbe chiedere qualcuno. - Prima di perdere la stima per una persona non ti eri accorta di tale incompatibilità?- No. Non credo che sia possibile accorgersene, quando il nostro bisogno di amore è più forte dell'amore per noi stessi. Ho imparato qualcosa oggi. Che occorra passare dal culmine più alto di Non - Stima per ritrovarsi a dover solo ringraziare il cielo di esserci passati. Oggi ci sono passata. Oggi Vivo.
venerdì 9 maggio 2014
Lucciole per lanterne
Dice:- Passiamo il ponticello e siamo arrivati! - Il posto da raggiungere e' un delizioso ristorante da cui si domina un panorama favoloso. -Si- Risponde- Ma non sara' un po' lunghetto? ' Nooooo!!! E che ci vuole?- Solo che forse il momento migliore per attraversare un ponticello largo poco piu' di un metro e mezzo, sul mare, perlopiu' bagnato e con terreno accidentato, dovrebbe essere in pieno giorno, mentre cercare di arrivare dall'altra parte in piena notte, senza nessuna e ribadisco, nessuna luce se non quella debole della luna, non si puo' definire una saggia decisione...Ma si sa, spinti dall'ebrezza della vacanza e dall'avventura ( forse un' ebrezza dovuta ad un abbondante aperitivo), ci incamminiamo. Un piede dopo l'altro, aggrappati l'una all'altro come le patelle sugli scogli, come l'edera sul muro, come il bradipo al ramo, procediamo ormai del tutto convinti che da un momento all'altro sentiremo la nostra pelle bagnata dall'inevitabile caduta in mare, quando all'improvviso...il percorso davanti a noi si illumina di decine e decine di piccole lucine intermittenti che fanno brillare di argento il mare e ci immergono in un paesaggio da fiaba...lucciole! Le care piccole e preziose lucciole, ormai cosi' rare in Italia, ci illuminano il passaggio di un manto di stelle! Molte cose ancora accadranno ma niente e nessuno mi priverà di un ricordo così bello! ( a breve il racconto del ritorno mooooolto meno poetico! )
lunedì 3 febbraio 2014
Scusate l'immodestia.
E' passato più di un mese dall'inizio del nuovo anno, dovrei aggiornare l'elenco del mi piace/non mi piace.
Una volta scrissi un post sui periodi. Dicevo che la mia vita si è sviluppata in periodi più o meno lunghi, iniziati e finiti attraverso cambiamenti, nuovi interessi, circostanze della vita. Per questo anzichè l'elenco dei mi piace/non mi piace, dovrei scrivere l'elenco dei tollero/non tollero. Si, sono entrata ufficiosamente nel periodo delle intolleranze. Non alimentari. Intolleranze comportamentali, direi. Amicali, direi pure. Intolleranza a certe nature umane. Che di umano hanno poco e niente. L'elenco sarebbe veramente troppo lungo...posso però scrivere delle consapevolezze che mi sta lasciando il periodo attuale. La prima consapevolezza è quella del mio valore. L'aver provato sulla mia pelle la cattiveria di alcuni miserabili mi ha fatto capire quanto valgo. Al di là dell'aspetto fisico, delle apparenze, dell'ipocrita immagine che alcuni danno a danno di povere, ignare ed inconsapevoli "vittime", io posso vantarmi di essere quella che sono, nel bene e nel male. Così, nuda e cruda. Non strategicamente nè intellettualmente scorretta. La seconda consapevolezza è che non cadrò più nelle trame degli strateghi di cui sopra...visto che ormai so riconoscere le maniache di protagonismo, le prepotenti, le manipolatrici. O gli omuncoli senza personalità. La terza consapevolezza in realtà è una certezza: quella di venire a sapere che moltissimi sanno quello di cui sono adesso consapevole. Le maschere sono cadute. E quello che rimane sotto la maschera merita di essere trattato per quello che è...qualcosa di poco conto. Beh! Anche queste sono soddisfazioni!
giovedì 26 dicembre 2013
Cercasi vischio per il 31!
Passato Natale e fra poco anche Natalino, posso ufficialmente affermare che in questi giorni, da tanti odiati e denigrati per svariati e variegati motivi, ho potuto riassaporare la gioia delle feste. Quella gioia semplice, fatta di piccole cose, come i preparativi e la scelta dei regali, il mangiare buono, la casa abbellita dagli addobbi e i film scemi, quelli intrisi di buoni sentimenti. Ebbene sì, lo ammetto. Solo la notte tra il 24 e il 25 me ne sono visti almeno cinque, uno più mieloso dell'altro, uno più gravido di scintillanti alberi di Natale, lucine, famiglie felici, fabbriche di cioccolato e barbuti Babbi Natali dell'altro...anzi, in uno dei film Babbo Natale era piccolo, poi giovane apprendista falegname e infine un anziano e bonario signore! Due giorni sereni, insomma, le preoccupazioni rimandate di qualche ora e la pancia piena. Storcete il naso? Dite che non tengo conto dell'ipocrisia e della falsità che permeano gli ostentati sorrisi e le frasi fatte degli auguri? Ma chi se ne importa! Si può far finta che tutti ci vogliamo bene e che ci vorremmo sempre bene per tutto il resto del nuovo anno almeno per due giorni all'anno? Possiamo rallegrarci dell'atmosfera calorosa e delle tavole imbandite e delle città vestite di luci almeno per un pochino? C'è tempo per inveire, infierire, odiare, arrabbiarci e scatenarci in accuse e recriminazioni. C'è tempo per indignarci del mondo in cui viviamo, ascoltare notizie terribili, lottare per vivere dignitosamente tra lavoro, problemi e bollette che scadono. Ci sono almeno 363 giorni per farlo. E allora! I miei due giorni vissuti tra risate e la gioia di stare con i miei cari sono stati belli. E me li tengo. E voglio anche il bacio sotto il vischio! E il prossimo Natale...si vedrà! Via, inizia il film. Un Christmas film, naturalmente!martedì 10 settembre 2013
E' finita la scuola. La scuola è finita.
Di fronte ad una nuova classe in entrata in prima superiore, il mio primo istinto è di capire che cosa passa loro per la testa agli alunni che mi trovo davanti. Il primo giorno, di solito, sono intimoriti, timidi, silenziosi. Però ti studiano. Lo vedo dagli occhi, che si posano sulla mia figura, sul mio abbigliamento, sul mio viso. Alle prime domande, giusto per sapere da dove provengono, le risposte sono monosillabiche, brevi, incerte. E' solo il primo giorno, penso. Il secondo giorno una collega mi avverte che - Circolano "voci". - Che voci-, dico. - Che pretendi troppo- risponde. Per uno scrupolo quasi infondato, mi sto riguardando i programmi dell'anno scorso. Pochi punti, quelli scontati, classici. Non un approfondimento, non un guizzo di originalità. Un programma banale, da Istituto tecnico. Si perchè, mi hanno detto, che cosa vuoi pretendere? Dobbiamo adeguarci al loro livello. Al collegio docenti è stato ribadito...in fondo i ragazzi sono cambiati, hanno altri interessi e bisogni, usano un linguaggio diverso, dobbiamo adeguarci. I genitori fanno la fila per parlare con il preside..chiedono poche interrogazioni e programmate, in modo che sappiano quando devono studiare. Chiedono che non vengano troppo pressati, non esiste mica solo la scuola! E poi molti lavorano. Che pretese questi insegnanti. Pensano che i loro figli possano sostenere due interrogazioni di due materie diverse in un giorno. Il preside ci chiede di considerare il fatto di inserire nella programmazione, le date delle interrogazioni. E va bene, adeguiamoci, tanto, penso, chi me lo fa fare. Chi me lo fa fare di ritrovare lo spirito, l'entusiasmo, la voglia di migliorare il livello culturale di questi ragazzi...chi me lo fa fare di considerarle persone in crescita, e non alunni di un istituto tecnico, che tanto non hanno bisogno di cultura generale. Chi me lo fa fare...Un alunno di seconda che è tornato nella nostra scuola dopo aver sperimentato l'anno scolastico precedente in un commerciale di Grosseto, mi ha detto che è tornato da noi in quanto là - non gli piacevano i professori...troppo severi!- - Severi in che senso- chiedo. - Nel senso che ci davano molto da studiare e in classe non si poteva neanche chiacchierare tra noi, altrimenti erano note- . -Ah ecco, vi davano da studiare e tu hai cambiato scuola- Bravo hai fatto bene, rispondo. Infatti anche io non pretenderò più che studino. Non pretenderò più che non parlino durante le lezioni. O che si alzino o che facciano la fila per andare in bagno a tutte le ore. Non pretenderò più che svolgano i compiti a casa o che si preparino per tutta la durata dell'anno. Tanto. Chi me lo fa fare. Chi mi lo fa fare di ricordare cosa era la scuola. La scuola è finita. E' finita la scuola.
Iscriviti a:
Post (Atom)





