Non danno tregua. Sono i venditori di rose.Prendi il bicchiere per bere e arrivano mettendoti una rosa sotto il naso. proprio a toccarlo il naso. Al tuo - No grazie-e, dopo una serie improbabili di scuse- Non siamo una coppia- E' già passato il tuo collega-Le rose mi fanno starnutire-Mi piacciono le rose gialle e tu le hai solo rosse- Ebbastaaaa!!!- Di nuovo -Grazie no, non prendo nulla-Siamo una coppia ma ci stiamo lasciando- Siamo una coppia ma sposati da venti anni- Siamo una coppia ma abbiamo rispettivi amanti- Siamo una coppia gay, non sappiamo chi dei due deve regalare la rosa all'altro-, finalmente se ne vanno. La loro presenza resta nei discorsi successivi. - Ma secondo voi riescono a vendere qualche rosa? E dove le prendono? E a chi devono dare i soldi? E dove dormono, e di dove sono, è pieno di extracomunitari ambulanti che andassero a lavorà, ecc ecc, Nel momento delle domande esaurite, ecco che ne arriva un altro. Ricomincia la solita solfa. Adesso, quando sei a cena al ristorante e non arrivano, ti chiedi se non sei nel posto sbagliato e dovrai mangiare male...Una sera ho incontrato un amico nella strada sotto casa. La città deserta, eravamo solo noi due. No, mi sbaglio, eravamo noi due e un venditore di rose in bicicletta che ha sfrecciato proprio davanti a noi appena ci ha visto, gridando:-Rosa???- e inchiodando speranzoso subito dopo. Sarà stato il buio, sarà stata la strada deserta, sarà che un venditore di rose in bicicletta e perdipiù fuori da un locale pubblico non l'avevamo mai visto, siamo rimasti senza parole. Solo dopo un po' e sempre alla presenza dell'ambulante, il mio amico mi guarda con aria interrogativa e poi mi fa con un filo di voce:- Ma non ti chiami Carla? mercoledì 18 maggio 2016
Rosa rosae rosae rosam rosa rosa
Non danno tregua. Sono i venditori di rose.Prendi il bicchiere per bere e arrivano mettendoti una rosa sotto il naso. proprio a toccarlo il naso. Al tuo - No grazie-e, dopo una serie improbabili di scuse- Non siamo una coppia- E' già passato il tuo collega-Le rose mi fanno starnutire-Mi piacciono le rose gialle e tu le hai solo rosse- Ebbastaaaa!!!- Di nuovo -Grazie no, non prendo nulla-Siamo una coppia ma ci stiamo lasciando- Siamo una coppia ma sposati da venti anni- Siamo una coppia ma abbiamo rispettivi amanti- Siamo una coppia gay, non sappiamo chi dei due deve regalare la rosa all'altro-, finalmente se ne vanno. La loro presenza resta nei discorsi successivi. - Ma secondo voi riescono a vendere qualche rosa? E dove le prendono? E a chi devono dare i soldi? E dove dormono, e di dove sono, è pieno di extracomunitari ambulanti che andassero a lavorà, ecc ecc, Nel momento delle domande esaurite, ecco che ne arriva un altro. Ricomincia la solita solfa. Adesso, quando sei a cena al ristorante e non arrivano, ti chiedi se non sei nel posto sbagliato e dovrai mangiare male...Una sera ho incontrato un amico nella strada sotto casa. La città deserta, eravamo solo noi due. No, mi sbaglio, eravamo noi due e un venditore di rose in bicicletta che ha sfrecciato proprio davanti a noi appena ci ha visto, gridando:-Rosa???- e inchiodando speranzoso subito dopo. Sarà stato il buio, sarà stata la strada deserta, sarà che un venditore di rose in bicicletta e perdipiù fuori da un locale pubblico non l'avevamo mai visto, siamo rimasti senza parole. Solo dopo un po' e sempre alla presenza dell'ambulante, il mio amico mi guarda con aria interrogativa e poi mi fa con un filo di voce:- Ma non ti chiami Carla? domenica 10 gennaio 2016
Ordine!
Stavo guardando la mia nuova casa. Ogni elemento dell' arredamento al suo posto, come lo avevo immaginato. Eppure ogni tanto mi ritrovo a spostare gli oggetti. Piccoli cambiamenti, che sul momento mi soddisfano. Poi riguardo il tutto e torno a mettere ogni cosa nel posto della sua prima volta. Questi movimenti, alla fine inutili dispendio di energia, credo siano il segnale della svolta. Dopo un lungo periodo segnato da importanti cambiamenti nella vita affettiva, in quella sociale ed economica, probabilmente in questa fase di assestamento e di " posa", è come se mi mancasse qualcosa. Non riconosco la mia mente, per anni ad interrogarsi sul futuro, sulle azioni da intraprendere, sull' instabilità,. La mia mente non ha mai veramente conosciuto la calma della strada in pianura. La mia mente non conosce le coordinate di una vita senza ostacoli. La sta annusando, la tocca sfiorandol a, quasi temi di disturbarl a. Ogni oggetto spostato è il tentativo di riconoscermi nel disordine che mi ha sempre caratterizzato. Gli oggetti di questa casa devono visualizzare un ordine non ancora interiorizzato. Un amico è impazzito nell' accontentare il mio desiderio che i quadri che attaccava al muro, seguissero la stessa linea e ritmo. Aspetto l' inevitabile scombussolamento di percorso con rassegnazione. Ma anche con gli angoli della bocca pronti al sorriso. Per riappropriarmi di quella che ero. Che non voglio perdere ancora.
lunedì 9 novembre 2015
Occhi
Gli occhi specchio dell' anima. E' vera questa frase che sentiamo ripetere spesso? Sono certa che gli occhi qualcosa rivelano. La scienza ci dice che le pupille si dilatano se osserviamo qualcosa che ci piace o ci terrorizza. Oppure si restringono, quando siamo concentrati o dubbiosi. So che i miei occhi cambiano espressione a seconda che mi trovi di fronte ad una persona che mi piace o al contrario, che mi è indifferente. Ma non è solo questione di modifica del taglio. Sento che i miei occhi cambiano secondo quello che voglio esprimere. Spesso mi sono ritrovata a cercare di non mostrare particolare interesse, sforzandomi di non cambiare espressione. Di non far capire che la persona che mi sta di fronte mi suscita ancora emozioni. Il mio tentativo di rimanere con gli occhi freddi lo rivela soprattutto il mio modo di parlare in quel momento. In genere sono una persona vivace ed allegra, modo di essere che esprimo anche attraverso il tono di voce e con il sorriso. Ma quando i miei occhi devono restare in espressivi, sento che il tono della mia voce diventa cupo, privo di tonalità, monocorde. Come se attraverso la voce, non dovessero materializzarsi anche i miei veri pensieri e con quelli i miei veri occhi, con la languidezza e la malinconia che solo gli occhi sanno esprimere. Poi, una volta sola, cedo. E sento i miei occhi ripercorrere il momento in cui avrei voluto abbandonarmi al cuore.
giovedì 22 ottobre 2015
La bicicletta.
Sono soltanto oggetti gli oggetti? Possiamo davvero considerare senza vita tutti gli oggetti che ci circondano? E come mai a volte siamo così affezionati ad un oggetto al punto di disperarci se lo perdiamo o si rompe? Perché non tutti gli oggetti che entrano nella sfera della nostra esistenza sono uguali. Ad alcuni l' anima gliela diamo noi. Quante volte ho sentito chiamare per nome un' automobile o ricorrere ad espressioni vezzeggiative nei confronti di un vecchio maglione, un amuleto, un cuscino... sono questi gli oggetti che ci ricordano momenti importanti della nostra vita o a cui attribuiamo poteri speciali a cui affidarci se vogliamo una buona sorte. Ci sono infine oggetti che diventano parte del nostro modo di essere. La bicicletta, per esempio. Le biciclette che ho avuto negli anni hanno segnato il periodi della mia esistenza in modo significativo. Quando, da ragazzina, respiravo l' aria profumata di pitosfero, in quelle assolate giornate d' estate, sfrecciando sulla mia Graziella di colore bianco, gridando la mia gioia di vivere insieme alle canzoni di Baglioni, mi sentivo invincibile! O quando finalmente ho comprato la bicicletta dei miei sogni, rossa, con le ruote grandi, ero nel periodo in cui le mie gambe servivano a poco e salire sulla mia " piccola" significava ritrovare il gusto del movimento. Quando poi me l' hanno rubata, progressivamente se ne sono andate anche le mie energie, insieme alle forze Sicché, adesso che sto affrontando grandi cambiamenti logistici e personali, avevo affidato questa svolta ad una bicicletta vecchia, di poco valore, ma che appena ho visto con il suo coprisellino a fiorellini colorati, ho sentito subito mia! Un colpo di fulmine per un oggetto di cui andavo già orgogliosa perché mi avrebbe permesso di segnare una nuova conquista del mio cammino. L' ho sentita Mia per questo e non per il valore monetario irrisorio con cui ne sono entrata in possesso. Ma tant'è, quando non si conosce bene una persona o non la si vuole conoscere fino in fondo, si commettono azioni superficiali e non si pensa alle conseguenze di queste azioni. Quella che sentivo MiA, una volta utilizzata impropriamente da altri, ha perso tutto il valore che le avevo attribuito, ha perso l' anima e così è diventato un mero oggetto senza significato. Utile solo per spostarsi da una parte all' altra...non credo che ora, salendo ci, ritroverò la gioia e la spensieratezza che le biciclette mi hanno sempre dato.
lunedì 19 ottobre 2015
Vuoto.
Che cosa è il vuoto lo avverto adesso. Le stanze rimbombano di vuoto. Sentivi la pallina rotolare sul pavimento e si colmava il vuoto. Sentivi il caldo soffice ronfare vicino o la zampette sui capelli nel tentativo di svegliarti e si colmava il vuoto . Se un piccolo animale possiede il potere di colmare i vuoti della vita, pensi, cosa potrebbe fare un persona. Dipende. Ci sono persone che colmano i vuoti anche senza fare nulla. Le vedi, prendi un bel respiro e ti senti invadere dalla pienezza del loro essere. Ti sorridono e già sei contenta. Se ti parlano avvertì che continuando a parlare con loro, la tua vita potrebbe prendere una piega inaspettata, inusuale ma sempre ricca e appagante. Le ho conosciute persone così è sono rare e sono preziose. Poi ci sono gli altri. Per quanto puoi frequentarli cercando di strappare loro una parte di quello che sono per tappare un pezzetto del tuo cuore, senti che è troppo piccola e puoi anche cercare di tirarla per tentare di coprirlo alla meno peggio, quel cuore vuoto, ma il più delle volte si strappa e non ti resta altro di coprirti con le tue braccia per evitare che vada perduto. Perché la parte di quello che danno di loro te la devi sudare e poi, quando finalmente ti è concesso di scoprirla, vedi che contiene ben poco per te e per la tua vita. Chi è pieno da dare si spende. Chi è arido, accumula per se stesso e per quanto ci credi che ti stai sbagliando, lo senti dal vuoto in cui ti ritrovi non appena ti allontani dal loro egoismo. Gli animali sono diversi. Non ci sono categorie. Tutti danno quello che possono darti rispetto alla loro natura e basta uno sguardo per capire che ti amano. E poi succede che ti lasciano, ma il vuoto che resta è colmo dell' amore e della gioia che ti hanno donato incondizionatamente. E se pure per un po ' resta dentro di te, sai che quel vuoto, con il tempo, si colmera' della loro essenza .
martedì 1 settembre 2015
Comincia settembre
Più che dicembre, è settembre il mese che, secondo me, apre un nuovo anno. Lo chiamo il mese dei " ricomincio". O meglio del ri_ nnovato cominciare. Questo anno mi attendono svariate cose da cominciare. La nuova casa e con lei una nuova vita, una città in cui farmi spazio, un paese da cui togliere le radici secche. E anche non cose: persone da cominciare a conoscere, altre da dimenticare; persone con le quali sarà bello cominciare a ridere ed altre che mi lascerò alle spalle senza che abbia più la volontà di voltarmi. Ce ne sono state in passato e ce ne saranno anche in questo. Questo settembre però, rispetto ai passati, è diverso per la consapevolezza con cui affrontero' il difficile compito di non farmi scalfire dalle picconate delle vicissitudini. La consapevolezza che quello che cerco è così chiaro e semplice da non potermi distrarre con chimere di salti nel buio e promesse di eterna felicità. Un pizzico di sorprese, la sensazione di essere accolta con piacere dagli amici, le gioie della famiglia e, perché no, la sensazione di un sentimento ricambiato. Quella che ti fa alzare gli angoli della bocca e stringere gli occhi per il ricordo recente del benessere che ti ha regalato. Non è troppo? No, è appena iniziato un nuovo settembre, ho un intero anno che mi attende.
mercoledì 22 luglio 2015
Uno sguardo su Portorico.
Sono a Portorico da poco più di dieci giorni. Sarebbe pretenzioso pensare di conoscere un paese e il suo popolo dopo così poco tempo. Ma già se ne possono percepire l' atmosfera, se ne possono cogliere le emozioni che trasmette e avvertirne le sensazioni a pelle. Posso affermare senza ombra di dubbio che relativamente a questi ultimi aspetti, il popolo portoricano trasuda di sabor, di allegria, di gioia di vivere. Quella gioia di vivere che ti accompagna con i ritmi della salsa in ogni ora del giorno e della notte. Per strada, nei locali, nei negozi, sulla spiaggia. Quando in Italia gli appassionati della salsa affermano che hanno fatto di questa musica " Il loro stile di vita" non credo che si rendano conto del vero significato di questa espressione. Per i portoricani la salsa non è uno stile che puoi o non puoi indossare. È il loro modo di essere. E' il sorriso che ti rivolgono quando li incroci per strada. E' il calore con cui ti salutano, anche se non ti conoscono. E' la curiosa abitudine di portarsi in spalla le seggioline pieghevoli, in occasione delle numerose feste patronali, che richiamano centinaia di persone nelle piazze. È nel modo di giocare dei bambini sulla spiaggia, che senza secchiello e palette, si divertono comunque, correndo verso il mare e tuffandosi nelle onde senza paura o costruendo grandi castelli di sabbia.È nella gentilezza di farti attraversare la strada, dandoti la precedenza con pazienza. È nel modo conviviale di mangiare, sempre con la musica di sottofondo e la cerveza pronta sul tavolo . È nel loro modo di ballare, semplice e nello stesso tempo armonioso. È nel rispetto per la bellezza della natura, per il decoro con cui mantengono la vecchia San Juan, una delle più belle città fra quelle che ho visitato. Insomma, la salsa qui rispecchia pienamente una vita che i portoricani godono pienamente, con la sinestesia di tutti i sensi e varrebbe la pena, qualche volta, abbandonarsi alla leggerezza del loro vivere.
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