Arriva di colpo. Segue periodi intensi di preoccupazioni, di comportamenti attivi e proficui, di circolazione di idee e progetti, di attese disattese. La spossatezza. Arriva e ne senti il peso soprattutto sugli occhi...la testa pesante e le braccia molli. La spossatezza ti fa fare tutto quello che non vuoi fare, facendo emergere quel sottile senso di colpa che ti rovina anche se momentaneamente il tuo essere come sei.
Allora: mangi cioccolata e carboidrati, te ne stai sdraiata sul divano come un riccio, ti copri con la copertina di salvataggio, scrivi post malinconici, ti interroghi su - chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando- vesti in tuta, trascini i piedi nelle pantofole, ti vesti e ti risvesti 10 volte , prima rimproverandoti di perdere la giornata inutilmente, poi bonariamente assolvendoti attraverso la scusa della spossatezza; lasci che i panni asciutti si stoccafissino al freddo e quelli in lavatrice si immuffiscano nell'umido, sonnecchi con un orecchio al pc e con un occhio alla tv, ogni tanto tasti i ciccetti della pancia convincendoti che l'inattività te li abbia gonfiati smisuratamente, poi davanti allo specchio tiri il fiato nel tentativo di nasconderli in apnea, ti riprometti ogni 5 minuti di fare una dieta e ri-partire col piede giusto in palestra...
Amo e odio la spossatezza , ma mi chiedo come mai di ogni cosa non riesco a trovare la giusta misura ...almeno fosse il risultato della beata incoscienza giovanile mi consolerei...