Porto Ercole

Porto Ercole

martedì 26 ottobre 2010

Rinco

In meno di una settimana.
- Mettere la padella con l'avanzo dei pisellini in umido della sera prima   fra le pentole pulite nello scaffale e   lasciarla lì finchè senti gli sghignazzamenti del marito incredulo quando ha aperto lo sportello;

- mettere benzina nella macchina a gasolio salvo accorgersene solo al momento di metterla in moto;

- fare 3 viaggi avanti e indietro dalla sala professori alle classi e viceversa ogni volta sbagliando registro e libri di testo;

- non contenta sbagliare pure classe e trovare la collega seduta alla cattedra mentre ti sei scapicollata pensando che gli alunni fossero rimasti soli;

stare con la gola secca e la lingua allappata per tutta la mattina credendo di essersi scordata l'acqua e accorgersi nel momento di cercare le chiavi nella borsa, di avere  2 bottigliette piene;

- comprare una scatola di cereali, metterla sotto il braccio, dimenticarsela e comprare un pacco di biscotti pensando di non avere preso niente per fare colazione;

- aprire una busta di latte e nel momento di riporla in frigo trovarne un'altra  praticamente piena;

- leggere con interesse il quotidiano salvo rendersi conto che quelle notizie erano le stesse del giorno prima perchè era il quotidiano ad essere del giorno prima...

Concludendo e fino alla prossima sbadataggine, o sono diventata rinco o ho un pensiero che mi frulla in testa che non lascia spazio agli altri pensieri o ho un urgente bisogno di riposo...  


giovedì 21 ottobre 2010

Ho bisogno di ridere!

Stamani un pettirosso ha sbattuto contro il vetro della finestra dell'aula. Un colpo sordo, non mi sono resa conto di cosa fosse stato. Solo l'eccitazione degli alunni seduti dalla parte delle finestre mi hanno resa partecipe del fatto. Un  piccolo uccellino, bellissimo con la sua pancia di un vivido arancione, era a terra sotto il ballatoio, nel cortile della scuola, le zampette all'insù, la testolina all'indietro. Inequivocabile che fosse morto stecchito. In un impeto di speranzosa speranza ho mandato un ragazzo a recuperarlo, chissà, forse pensavo di poter diventare il dottor House degli animali e praticare al povero animaletto un massaggio sul cuoricino fino a resuscitarlo..invece oggi il cestino dei rifiuti avrà avuto lui un guizzo di vivacità, nel vedersi consegnare un essere ( non più) vivente anzichè i soliti pezzi di carta scarabocchiati o gli avanzi del panino al salame. Posta tra gli schiamazzi  di insensibili alunni e la pena per l'ex volatile, io ho pensato che non vedo l'ora che mi capiti qualcosa di divertente...

mercoledì 20 ottobre 2010

Linfa vitale

Li ho visti stamani. Sono seduti vicini.Testa contro testa.  la testa dell'uno inclinata verso la testa dell'altro. Sembrano una  persona unica. Uno dei ragazzi suggerisce sommessamente all'amico in difficoltà cosa deve scrivere. Cancella gli errori, lo induce a riscrivere in modo corretto...l'altro lo ascolta  e intanto lo guarda negli occhi. Si beve le parole, tranquillo e volenteroso, segue con attenzione. Ho osservato la scena, a lungo. Il mio cuore si è riempito di orgoglio e compiacimento. L'orgoglio di avere alunni così e compiacimento di credere ancora       nel  mio lavoro.... 

domenica 17 ottobre 2010

AMPLIFICAZIONI VIRTUALI

Parole gridate, iconografate con la ripetizione della vocale finale...sentimenti ed emozioni sbandierati al vento del momento, dimenticati un link subito dopo... auguri di compleanno moltiplicati al numero dei presunti amici, considerati sprovvedutamente come manifestazionie di affetto sincero, quanto non sono altro che un secondo di digitazione sulla tastiera...denuncie bufale orgogliosamente ostentate come manifestazioni di civiltà sulla propria bacheca, ma l'impegno è altro!...giochini insulsi a cui si accompagnano grida di soddisfazione, che farebbero presagire una promozione, un riconoscimento e non una gallina finta in più nella fattoria finta... Pensieri volatili e fragili come un castello di carte 
Ci sto, è vero, ma con la consapevolezza e il distacco di chi non confonde il poco ma prezioso vero di un rapporto umano pregno di significato  con il  tanto falso di un sito web riempito da una civiltà rinchiusa nell'illusione della sua misera vita...

giovedì 14 ottobre 2010

Periodi

Ebbene sì, vivo a periodi. Dopo il periodo "devo" e il periodo " voglio", credo di essere arrivata al periodo " posso". Così, passato il periodo devo studiare, devo impegnarmi politicamente, devo dare il massimo nel lavoro, devo farmi degli amici, devo partecipare ad un dibattito culturale o ad una mostra di pittura, devo dimagrire, devo vedere un film d'essai, devo fare il cambio degli armadi, devo condurre una vita corretta e morigerata, devo andare in chiesa, devo aiutare chi ha bisogno, devo ascoltare i consigli, devo risparmiare ecc ecc, corrispndente più o meno al periodo della giovinezza,  è arrivato finalmente quello del Voglio. Credo sia stato il periodo più bello ma anche il più difficoltoso dal punto di vista morale. Gli anni dai 30 ai 40 hanno visto disimpegnarmi in vari campi, ricercare la leggerezza, scrollarmi di dosso i tabù, cercare quanto possibile di godermi la vita a rischio di molti fraintendimenti all'interno del mio nucleo familiare e molti riferimenti al fatto che " A Carla gli è andato di volta il cervello".In quel periodo ho odiato profondamente la mia incredibile forza di volontà del regno del Devo, ed è stata tanta la determinazione a volermene liberare ad ogni costo che oggi non potrei riconoscere la me dei 20 anni se la incontrassi per strada o se le parlassi. Oggi. Oggi che mi posso permettere di scegliere. Scegliere liberamente di non poter uscire, in quanto preferisco vedere un bel film in tv, passare una giornata sul divano anzichè andare in palestra senza che mi vengano i sensi di colpa di lasciare che il mio corpo si inflaccidisca...posso fregarmene di quello che succede là fuori e scegliere di partecipare alle cose che veramente mi interessano perchè mi danno emozioni particolari, non perchè Devo partecipare, non perchè Voglio partecipare ma perchè Posso anche farne a meno...se mi và! Non è una resa come potrebbe sembrare...è la consapevolezza del mio valore anche se scelgo di non fare e di questo, vivaddio, non devopiù rendere conto a nessuno ...

giovedì 7 ottobre 2010

Che dire...

Devo essere cotta, stracotta e biscottata come diceva una amica  tanto tempo fa...èh sì! lo devo essere davvero per  combinare i pasticci che combino! Oggi ,come al solito, apro il lucchetto che chiude l'armadietto dello spogliatoio della palestra per recuperare la borsa prima di uscire. Apro lo sportellino, guardo dentro e ....lo chiudo. Di colpo. Poi lo riapro, riguardo dentro e una specie di nebbiolina mi cade sugli occhi, un tremolio mi avvolge le gambe, un groppo mi chiude la gola... perchè la borsa...non c'èèèè!!! Solo vuoto, il niente, il nulla più assolutoooo!!! Che dovevo pensare? Armadietto chiuso con il lucchetto, la chiavetta nella tasca dell'accappatoio, a meno che la borsa non si fosse smaterializzata per materializzarsi in altro luogo, l'unica spiegazione che me la avessero rubata! Mi hanno rubato la borsa? MI HANNO RUBATO LA BORSAAA!!! Tale lo sconcerto e la disperazione che persino una signora in tenuta adamitica, per lo più insaponata da capo a piedi, esce preoccupatissima dalla doccia! Si aggira per tutto lo spogliatoio cercando di aiutarmi e io non so se continuare nella mia disperazione o darle una mano affinchè non scivoli sul pavimento bagnato dalla stessa medesima, anche se non avrei saputo da che parte afferrarla considerata la " sguisciosità" di un corpo nudo e insaponato per lo più corrente da una parte all'altra della stanza...( NDR dicesi sguiscioso un corpo liscio o un pavimento scivoloso, termine gentilmente offerto dal vocabolario personale  de la mi mamma). Altre voci femminili si levavano dalle docce,  donne evidentemente più pudiche partecipavano al triste evento con le  tipiche  espressioni che aggiungono la beffa al danno e che ti fanno ulteriormente incazzare:  " Ma sei sicura di averla presa la borsa? "- " Ma non è che non è tuo l'armadietto?" Ma non è che ci hai visto male? Ma sei sicura che non c'è? ma benedetto iddio, ma se vi dico che non c'è, non c'....ehmmm....forse...effettivamente....è che non so come..sia..successo, ma...era  nell'armadietto accanto.....ehmmmm scusatemi ...e sgaiottolo fuori con la coda fra le gambe e con la mia borsa a tracolla, che ho inavvertitamente messo in un  altro armadietto aperto, dopo averne chiuso a chiave uno completamente vuotooo!!!.

Vorrei vedere il mondo con i tuoi occhi per un pò

Quali e quanti  significati può avere questo verso della canzone di Concato...- Vorrei vedere il mondo con i tuoi occhi...- Possiamo pensare al desiderio della persona innamorata di condividere lo stesso cammino con la persona amata, di fargli apprezzare la visione di un bel tramonto, di un paesaggio, dei colori della sua terra...o desiderare che ascolti una bella canzone o gusti gli stessi sapori di una buona pietanza...Se allarghiamo il concetto al prossimo, potrebbe significare il tentativo di prestare attenzione a come gli altri percepiscono una situazione, un fatto, un problema, per immedesimarsi e vedere la stessa situazione, lo stesso fatto, lo stesso problema dal suo punto di vista... Credo che l'immedesimazione sia una faccenda complicata che difficilmente arriva al suo compimento in quanto occorrerebbe vivere le esperienze della vita atrraverso circostanze simili, essere circondati di persone che si rapportano allo stesso modo di quelle con cui si viene in contatto e provare le stesse identiche emozioni rispetto ciò che accade vicino a noi o nel resto del mondo. E' impossibile. Tutto ciò non impedisce naturalmente le espressioni di solidarietà e di vicinanza emotiva con " l'altro da noi" per citare una delle più importanti questioni che alimenta la ricrerca filosofica dell'intersoggettività  da Platone in poi...ma  sono convinta che non si arrivi mai completamente ad amare l'altro come amiamo noi stessi, amare nel senso di conoscere noi stessi nel bene e nel male. Infine potremmo interpretare quel verso della canzone come desiderio di vedere il mondo con gli occhi dell'altro quando siamo pronti a metterci " a nudo" con le nostre debolezze e fragilità, le stesse con cui ci facciamo scudo per poter vivere senza essere disturbati giorno dopo giorno, per farci scoprire in tutta la nostra verità dalla persona che in quel momento è importante....    

Fabio Concato - Tienimi dentro Te